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Il genio dimenticato: Rinascita dalle rovine

Capitolo 2 2

Parole:690    |    Pubblicato il:10/02/2026

hanno ab

che c'era stato. Premeva contro le orecchie di Chane

e c'era stato prima. Premeva contro le orecchie di Cha

ter, battendo il piede. Chanel allungò la mano verso il telefono sul comodino.

o. Duke Montgomery. Quel nome le

cifre nella sua testa come un

quillò una vo

Office. Dica il mot

del filo era maschile,

la gola. La sua vo

detto di chiamare

entire l'uomo dall'altro

iese la voce, grondante

tta a sedere per proiettare un po' di autorità

hiamate dagli scarti di Beckham, l

egnale di linea libe

co le divampò nel petto, caldo e

trata, disse l'infermiera ad alta voce. Subito.

tichetta "Effetti Personali Paziente". Lo prese, con movimenti rigidi. De

credito al platino. Il nome so

all'inf

ò nel lettore collegato

ridente riempì la

pracciglia alzate. La strisciò di

IUT

nfermiera. La sua voc

di nuovo il telefono. Cercò tra i contatti sullo

nzionare. Le madri aiutano.

ado rispose al

a voce di sua madre era tagl

spedale. Le mie carte non funzion

! urlò Cynthia. Il suono si distorse attraverso l

fono dall'orecchio, face

o di fingere un suicidio? Finire in un fosso con la macchin

n ricordo... s

Non tornare a casa finché non sistemi le cose con Beckh

amata

i dieci minuti, era diventata orfan

ciò le braccia. Ch

curo del telefono. Appariva pallida, trasanda

Beckham l'aveva accusata di averlo perseguitato negli Hamptons. Sua madre urlava di un finto suicidio in un fosso. Due narrazioni diverse, entr

l sopravvento. Soppresse l'impulso di piangere. Pian

ita nero. Era l'unica porta rimasta

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Il genio dimenticato: Rinascita dalle rovine
Il genio dimenticato: Rinascita dalle rovine
“Mi sono svegliata in un letto d'ospedale senza alcun ricordo, con la testa che martellava e un senso di vuoto assoluto. Davanti a me c'era il mio fidanzato, Raffaello. Ma invece di abbracciarmi, mi ha guardata con puro disgusto, gettandomi addosso un biglietto da visita nero. "Smettila con la recita, Ginevra. Il fidanzamento è finito. Se hai bisogno di soldi, chiedi a lui." Mi hanno accusata di essere una patetica arrampicatrice sociale che ha inscenato un suicidio per attirare l'attenzione. Mia madre mi ha congelato i conti bancari e mi ha letteralmente buttata fuori dalla tenuta di famiglia sotto la pioggia, lanciandomi addosso sacchi della spazzatura come se fossi un rifiuto. Ero convinta di essere la nullità che descrivevano, finché la mia amica Gioele non mi ha rivelato una verità sconvolgente: non ero una stupida socialite, ma un genio della finanza laureata con lode a Wharton, che si fingeva sciocca solo per non ferire l'ego fragile di Raffaello. Decisa a riprendermi la mia identità, sono tornata di nascosto a casa per recuperare i miei documenti. Quando mio fratello ha cercato di aggredirmi, il mio corpo ha reagito con una mossa di combattimento letale che non ricordavo di aver mai imparato, spezzandogli quasi un piede. Sono fuggita nella notte su uno scooter rubato, con l'adrenalina a mille, finché non ho perso il controllo e mi sono schiantata contro una Maybach nera blindata. Dall'auto è sceso l'uomo del biglietto nero: il Duca Montefeltro, il finanziere più pericoloso e potente della città. "Mi devi un conto ospedaliero, e ora una portiera d'auto," ha detto con voce gelida, sovrastandomi. Invece di implorare, l'ho guardato dritto negli occhi e ho iniziato a negoziare il mio debito usando termini finanziari che mi venivano naturali come il respiro. "Sali in macchina," ha ordinato lui, aprendo la portiera. Senza soldi e senza casa, sono salita nella tana del leone, pronta a dimostrare a tutti che Ginevra Malatesta non è una vittima, ma un pericolo.”