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Le cicatrici del tradimento: L'ereditiera che hanno tentato di cancellare

Capitolo 4 4

Parole:716    |    Pubblicato il:11/02/2026

one e vuoto. Era perfettamente pulita, per

sò l'isola, oltrepassò il soggio

o?" chiese Verità

spiti," disse Brio se

infantile. Torna

l corridoio fino alla stanza degli ospiti.

ile. Era casa sua

tto della serratura che si dis

rava esausto, ma c'era un fuoco nei suoi

ascinando la sua vecchia

facendo?"

e iniziò ad afferrare manciate di vestiti, cose che aveva lasciato l

una parte a piedi."

rcò di infilare un

alle di Brio e la fece girare, facendola indietreggia

gendo contro il suo petto. "Vai a

uo nome, o della lettera, innescò qualcosa di

bac

a sua bocca schiacciata contro quella di lei, d

ui erano tra i suoi capelli, tenendola ferma. Gli mors

e approfondì il bacio. Le sue mani scivolarono lungo la schiena di lei

i Brio la tradì. La familiarità del suo tocco, il calore

vò, le braccia forti e sicure, e

a al materasso. Seppellì il viso nel col

tro il punto dove batteva il

nea delle costole. Era una distrazione. Brio lo sapeva. Stava usando qu

crime che le uscivano dagli angoli

olcì. Si sollevò sui gomiti, guardandola dall

bambino, Br

do si

e lacrime si asciu

?" su

i capelli. "Tu ne vuoi uno. Io ne voglio

er baciarl

i, aveva detto di no. Troppo impegnato.

fuori dalla porta? Ora, quando una don

Le stava offrendo una catena. Le stava lanc

a gelida. Il calore nel suo corpo svanì, so

prare il suo silenzi

abbra che sfio

il ginocch

nel suo

olmoni in un soffio. Rotolò via da lei, ten

ndendo dal letto, tira

oce tremava, ma non d

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Le cicatrici del tradimento: L'ereditiera che hanno tentato di cancellare
Le cicatrici del tradimento: L'ereditiera che hanno tentato di cancellare
“Mio marito, un Capitano della polizia, non mi ha cercata per tre giorni dopo che me ne ero andata di casa. Invece, ha orchestrato un posto di blocco stradale solo per fermarmi, sequestrarmi i documenti e trascinarmi a casa sulla sua auto privata, come se fossi una criminale. Credevo fosse solo la sua solita possessività tossica, finché il suo telefono non si è illuminato sul cruscotto. Un messaggio da un contatto salvato come "A": *"Fa così male... dove sei?"* Lui ha subito nascosto il telefono, giurando che fosse una "testimone sotto protezione" in grave pericolo. Ma quella notte, attraverso la porta chiusa, l'ho sentito consolarla con una voce dolce e spezzata, una tenerezza che a me non aveva mai riservato in cinque anni. Ha persino tentato di mettermi incinta con la forza poco prima, usandomi come un oggetto per mettere a tacere i suoi sensi di colpa e legarmi a lui per sempre. La mattina dopo, con l'aiuto della mia amica, ho rintracciato quel numero. Non era una testimone. Era Aura, la sua sorellastra "fragile". Ho scavato nel passato e ho trovato le foto: loro due in ospedale, mano nella mano, sguardi che urlavano un'intimità morbosa e proibita, ben oltre l'affetto fraterno. In quel momento ho capito con orrore che non ero mai stata amata. Ero solo una copertura "normale" per nascondere il loro incesto emotivo. Quella sera, a una cena di famiglia, Verità ha stretto la mia vita e ha annunciato sorridendo ai parenti che stavamo "provando ad avere un bambino". Tutti si sono congratulati, commossi. Io ho posato la forchetta, ho incrociato il suo sguardo improvvisamente terrorizzato e ho sorriso. Non sarei più stata la sua vittima silenziosa. La guerra era appena iniziata.”