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Rinata: Dopo 99 divorzi

Capitolo 5 5

Parole:777    |    Pubblicato il:11/02/2026

suono era il tintinnio dell'argento sulla porcellan

u troppo forte. Doveva riprendere il

radizione dei Boone," cinguettò Amanda. Fece un cenno a una cameriera. "Ho f

o un piatto di piccoli e intricati pasticcin

iante. Prese un bicchiere e lo fece scivolare su

re. Le bollicine saliva

manda. Venti minuti dopo, era diventata isterica, piangendo e ridendo in modo incontrollabile a tavola. Ave

Era un cocktail

iere. Guardò Amanda. "Sta

izione! Non fare la guastafeste. Cordero odia i guast

tava ancora osservando Elain

nfilò una mano nella manica del suo cardigan. "Ho... ho anche delle vi

rcando di recuperare la seconda parte della do

piccola boccetta di plastica

o con un colpo

ando il centrotavola floreale, e si ferm

po si

avanti, cercando di afferrar

scattò e si chiuse sulla boccetta

Elaina. La sua voce e

ettò Amanda. Stava sbian

to la mano di Elaina. Guardò i

Non c'era nessuna etichetta. "Strano. Le pillole di calc

"Dovremmo metterne una nello champagne?

a che la sedia si rovesciò all'indietro con

luido e minaccioso. Allungò la mano e

ontroluce.

samente calma. "L'abbiamo trovata addosso a un cliente del

manda. Era più gelido d

otici illegali alla

ntilando. "Qualcuno deve avermela

caffè nero. Era amaro e caldo.

e," rifletté Elaina ad alta voce. "

i champagne intatto davanti a Elaina. La consapevolezza lo colpì. La s

lose. Non era nel

re la bocce

" disse a

ro, ti

e da ca

o veleno a Elaina. Afferrò la borsetta e corse fuori dall

icchiere di champagne. Lo prese e ne versò il

non era pronto per quello. Ma il disgusto era spa

ufficio

ò e se

ina del caffè. Ora che l'adrenalina stava

to il pri

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Rinata: Dopo 99 divorzi
Rinata: Dopo 99 divorzi
“Mentre l'acqua gelida e torbida del laghetto mi riempiva i polmoni, l'ultima cosa che vidi fu Ambra ferma sulla riva, impeccabile nel suo cappotto color cammello. Mi guardava affogare con lo stesso disinteresse con cui si guarda una foglia galleggiare via. Pochi istanti prima, mi aveva spinto nel fango viscido, rivelandomi con un sorriso pietoso che mio marito, Cardo, mi odiava. Credeva che fossi una truffatrice, una "parassita" che aveva finto una gravidanza e un aborto solo per incastrarlo in un matrimonio riparatore. Mentre la vita mi scivolava via, il rimpianto bruciava più dell'acqua nei polmoni: non avevo mai combattuto. Avevo solo incassato insulti e umiliazioni, sperando pateticamente di essere accettata. Poi, il nulla. Uno spasmo violento mi ha attraversato il corpo. Ho spalancato gli occhi, boccheggiando disperatamente, ma invece di acqua sporca, ho inalato aria condizionata profumata di rose. Non ero morta. L'orologio sul comodino segnava una data impossibile: 14 Ottobre 2019. Ero tornata indietro di cinque anni. Alla mia prima notte di nozze. La notte in cui il mio inferno era iniziato. La porta del bagno si è aperta. Cardo è uscito, avvolto solo in un asciugamano, guardandomi con quel familiare disprezzo gelido che mi aveva ucciso lentamente nella mia vita passata. "Smettila di recitare," ha detto con voce roca, lanciandomi un cuscino sul pavimento. "Hai ottenuto i soldi e l'anello. Non fingere di essere la vittima ora. Sei ripugnante." Nella vita precedente, avrei pianto. Avrei supplicato il suo amore. Ma questa volta, ho guardato l'uomo che mi aveva lasciato morire e ho sentito solo una fredda, metallica risolutezza. Ho smesso di tremare. Mi sono alzata dal letto, ignorando le sue parole velenose, e sono andata verso lo specchio. Non ero più la vittima. "Dormi bene, marito," ho sussurrato al mio riflesso, mentre un piano crudele prendeva forma nella mia mente. "Perché domani inizia la guerra."”