Rinata: Dopo 99 divorzi
“Mentre l'acqua gelida e torbida del laghetto mi riempiva i polmoni, l'ultima cosa che vidi fu Ambra ferma sulla riva, impeccabile nel suo cappotto color cammello. Mi guardava affogare con lo stesso disinteresse con cui si guarda una foglia galleggiare via. Pochi istanti prima, mi aveva spinto nel fango viscido, rivelandomi con un sorriso pietoso che mio marito, Cardo, mi odiava. Credeva che fossi una truffatrice, una "parassita" che aveva finto una gravidanza e un aborto solo per incastrarlo in un matrimonio riparatore. Mentre la vita mi scivolava via, il rimpianto bruciava più dell'acqua nei polmoni: non avevo mai combattuto. Avevo solo incassato insulti e umiliazioni, sperando pateticamente di essere accettata. Poi, il nulla. Uno spasmo violento mi ha attraversato il corpo. Ho spalancato gli occhi, boccheggiando disperatamente, ma invece di acqua sporca, ho inalato aria condizionata profumata di rose. Non ero morta. L'orologio sul comodino segnava una data impossibile: 14 Ottobre 2019. Ero tornata indietro di cinque anni. Alla mia prima notte di nozze. La notte in cui il mio inferno era iniziato. La porta del bagno si è aperta. Cardo è uscito, avvolto solo in un asciugamano, guardandomi con quel familiare disprezzo gelido che mi aveva ucciso lentamente nella mia vita passata. "Smettila di recitare," ha detto con voce roca, lanciandomi un cuscino sul pavimento. "Hai ottenuto i soldi e l'anello. Non fingere di essere la vittima ora. Sei ripugnante." Nella vita precedente, avrei pianto. Avrei supplicato il suo amore. Ma questa volta, ho guardato l'uomo che mi aveva lasciato morire e ho sentito solo una fredda, metallica risolutezza. Ho smesso di tremare. Mi sono alzata dal letto, ignorando le sue parole velenose, e sono andata verso lo specchio. Non ero più la vittima. "Dormi bene, marito," ho sussurrato al mio riflesso, mentre un piano crudele prendeva forma nella mia mente. "Perché domani inizia la guerra."”