Anni
ciato sul velluto nero. Era il primo lunedì di maggio. Il G
zzata, lasciando una notte frizzante e fresca, perfet
a. Le macchine fotografiche scattarono all
ra più dura, gli occhi più freddi. Indossava uno smoki
si sforzava troppo: un numero trasparente e pieno di paillettes che lasci
Da questa parte!" U
ridò un giornalista, s
lla. Era svanita. Non una singola foto dei paparazzi. Non una singola transazione con carta di credito. Anc
o erano ancora nella sua cassaforte, firmati da lei, non firmati
ingendogli il bicipite. Le unghie affondaro
e di sfinimento. Le staccò la man
olla caotica. Anche i fotografi abbassaro
s Royce Phantom d'epoca, dipinta di un profondo blu
tiera
mba si
li tonici avvolti in una
onna
re era assordante, come uno
glio a sirena aderente che limitava il suo passo a un'elegante scivolata, con uno spacco
scuro, acconciati in classiche onde holl
Zigomi alti, labbra piene dipinte di un rosso scuro, e
diando una sorta di potere freddo e maestoso che facev
l'auto. Era Sebastiano della Brac
ffrì il braccio alla donna. Lei lo p
surro si propag
a mod
nzata di S
in basso. Si sentiva paralizzato. Il cuore
Non proprio. Era troppo a
li o
va queg
seguit
lena, con la voce intris
senso di déjà vu lo invase, ma lo respinse. Era impossibile. La donna che conos
a salire le scale. Mentre si avvi
si incatenarono a
mpo si dilatò. Il rum
mirazione. Lussuria. Il modo in cu
non vi
o guardavano come si guarda un pezzo
attenzione a Sebastiano, ridendo di qualcosa che le aveva sussu
sica di rifiuto così acuta
mente, voltando le spall
n un giardino di rose bianche. I camerieri circolavano con
lla Rovere - prese un bicchiere di champagne. Non lo bevve. L
Sebastiano al suo orecchio. "Credo c
polso le correva. Rivederlo... era più difficile di quanto pensass
," notò Sebastiano
stanza che non possiede," corresse Serenella. "Non mi ricon
he erano solite deriderla al country club. L
surrando, morendo dalla voglia di
!" Una voc
liano lì. Non poteva farne a me
no incollati a Serenella. La stava studiando, cer
con la voce tesa. Guardò Serenella.
a squalo. "Giuliano. Elena. Ques
pausa per
la della
no si
come un colpo f
sso. Cercò lo sfogo cu
di tutto ciò. Ep
Giuliano. "Parente del
La sua voce era liscia, priva della ba
no. Stava testando il nome sulla l
nte. "Ma credo che abbiamo qualcosa in com
ra chirurgico. Sezionò l'insic
," mentì Serenella. "
ossì viol
chi di Serenella. Erano dello stesso grigio. L
egina. E della Rovere? La famiglia Visconti non aveva legami con l'aristocra
domanda gli sfuggì prima che potesse fermarla.
ise. Non raggi
forza. Mi ricorderei
o di un po' d'aria. La disperazione i
, che stringeva il bicchiere così forte che
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