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Sposa Rifiutata, Ora la Sua Preda

Capitolo 7 7

Parole:878    |    Pubblicato il:13/02/2026

ric

Lampadari di cristallo gocciolavano luce sull'élite, i loro diamanti scintillavano come schegge di ghiacci

uno scudo, il ritmo del mio cuore selvaggiamente fuori

dei posti era definitiva. Ora, stavo solo

volle

ertiginoso sulla coscia, una dichiarazione d'intenti sfacciata. Non si mescolò alla folla. I suoi occhi scansionarono la stanz

la folla che si ap

va su di me, profumando di tuberosa e arroganza.

nasera, signorina Tessitore. Presumo abbia trovato il su

uesta famiglia." Fece un passo avanti, invadendo il mio spazio personale. "Mio padre ha preso una pallottola per il precedente Don. Il mi

e il tremore nelle mani. "Il tavolo d'onore è riservato alla famiglia

"Io sono più famiglia di quanto tu sarai mai. Risolvi la cosa. Ora. O farò in modo c

uciavano, giudicavano. Aprii la bocca per rispondere, per scusarmi, per disinnesc

alche p

a stanza sembrò cro

espressione che mutava istantaneament

ono. Non si era alzato. Non aveva alzato la voce. Semplicemente esisteva, e quello era suffi

a mano tesa come per toccargli il braccio. "Questa ragazza incompe

omiziano. Il suo tono era piatto, privo di calore, privo di

aria. "Ma... Domiziano, sicuramente non i

etale che mi fece correre un brivido lungo la schiena. "Se il posto forn

vuotò di colore, le labbra rosse si schiusero per lo shock. Si guardò intorno, realizzando d

chiata velenosa prima di girarsi e ritirarsi al Tavolo Tre, la

n battito di ciglia. Non era uno sguardo di rassicurazione. Era una rivendicazione. Un p

, le ginocchia deboli. Aveva difeso la decisione, ma l

po. Veridiano, bello in modo aspro e pericoloso, si chinò vicino a Domiziano, sussurrando

tto, e un lampo di rabbia cruda e sfrenata oscurò il suo viso. Scattò una brev

il Don avesse appena svergognato pubblicamente una donna con legami familiari per

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Sposa Rifiutata, Ora la Sua Preda
Sposa Rifiutata, Ora la Sua Preda
“Mio nonno mi ha venduta come merce di scambio per saldare i suoi debiti di gioco. Il mio nuovo marito, un uomo senza volto noto solo come "Veltro", non si è nemmeno degnato di presentarsi alla stazione per ritirarmi. Umiliata e sola, sono entrata nella tana del leone accettando un lavoro presso il Prosperity Group, ignara che il CEO, Domiziano Pietrasanta, fosse l'uomo che aveva già firmato la mia condanna. Domiziano mi odiava dal primo istante, di un odio freddo e inspiegabile. Mi trattava come una criminale, mi esponeva ai predatori e mi guardava con disprezzo, convinto che fossi una donna infedele solo perché mio cugino mi aveva consolata alla stazione. La situazione è precipitata la sera del gala. Dopo che la sua amante mi ha versato del vino addosso, Domiziano mi ha trascinata via, costringendomi a indossare un abito rosso sangue, il colore della sua famiglia, come un marchio di possesso. Ero convinta di essere solo una dipendente per lui, specialmente dopo aver visto sulla sua scrivania un documento intitolato "Istanza di Annullamento". Provavo pena per la moglie invisibile che stava per scartare, non sapendo che quella moglie ero io. Ma in quella boutique, mentre la sua presa mi stritolava il braccio, una telefonata ha cambiato tutto. Sua nonna ha pronunciato il nome da inserire nell'atto di divorzio. "Clarice Riva." Il tempo si è fermato. Il volto di pietra di Domiziano è andato in frantumi, sbiancando per lo shock mentre realizzava la verità. Mi ha fissata con un terrore assoluto negli occhi, comprendendo finalmente che la donna che stava distruggendo era la stessa che aveva giurato di possedere.”