icon 0
icon RICARICA
rightIcon
icon Cronologia di lettura
rightIcon
icon Esci
rightIcon
icon Scarica l’app
rightIcon

L'ereditiera rinata: Il patto di vendetta del Lupo

Capitolo 3 3

Parole:753    |    Pubblicato il:13/02/2026

, tirando su la cerniera con

to non si mi

etto nudo, ema

eso quei cod

dell'armadio, cercando di man

ti sulla scrivania di

bugia

ranco er

issuto il processo per la sua

ssò per un l

e cre

icismo nella contrazio

'occhiata al Ro

r percorrere la navata di

ick's," disse Celeste

il suo

n t

imase in

i protrasse,

mano verso il

una so

ella cornetta. "Po

tta

spiro che non sapev

atola?" c

e la

nell'armadio e scelse un

ndola con movimenti p

bussò a

isse Basile

n i capelli d'argento e

ola bianca e piatta, le

con indosso la camicia

sione non ebb

ignorina," disse Alfred

e si ritirò, chiudendo l

scatola con un

ril

i avvicin

rmeggiarono c

il cop

tra strati di carta ve

bi

nt

, con lunghe maniche di

imase sen

mano e toccò

êpe di

.." suss

ori il

eva disegnato durante il suo penu

to che av

non aveva mai mo

ile, con gli occhi sgr

ad averl

istemando i gemel

suo sguardo

razione di secondo, qualco

chera calò

di design della tua università l'anno scorso," disse con indifferenza. "Questo era nel loro

una

he era u

uisiva società per i p

e abiti basati su di essi solo

meno che tu non voglia sp

tò il vesti

o in

alla pe

solo

etta

maniche di pizzo termina

sse memorizzato

ò allo

va una

a che Bryce vo

va se

camera

infilando la gia

quando

si fermarono

si mosse men

itò di qualcosa che

norina Franco," disse Basile,

vi della macc

camminando verso la porta, "rimpi

o già," morm

guì f

n ascensore

ro riflessi nelle po

una coppi

ico

ll

reate al

e si ap

della hall fe

lo degnò di

l polso d

lda, la presa sald

terale, verso una Maybach nera e

Apri l’app e riscatta il tuo bonus

Apri
L'ereditiera rinata: Il patto di vendetta del Lupo
L'ereditiera rinata: Il patto di vendetta del Lupo
“Mio padre non mi guardò nemmeno in faccia mentre firmava il modulo "Non Rianimare". Il click della sua penna risuonò nella stanza silenziosa della casa di cura come uno sparo. Giacevo paralizzata tra le lenzuola, convinta di essere lì a causa di un incidente d'auto, incapace di muovere anche solo un dito. Ma mentre mio padre staccava la spina del monitor cardiaco, la mia matrigna si chinò su di me, il suo profumo dolce che copriva l'odore della morte. "Era il tè, tesoro", sussurrò con un sorriso crudele. "Un veleno lento, insapore. Proprio come per tua madre." In quegli ultimi istanti di agonia, il mio mondo crollò. Mi rivelò che il mio fidanzato, Marmo, aveva già un figlio di due anni con mia sorella. Avevano usato la mia eredità per finanziare il loro nido d'amore alle Cayman, mentre io venivo lentamente assassinata dalle persone di cui mi fidavo di più. Sono morta soffocata dalla rabbia, tradita e sola. Poi, ho inspirato violentemente. L'aria fredda ha riempito i miei polmoni. Non c'era odore di antisettico, ma di sandalo e tabacco costoso. Ho aperto gli occhi. Ero viva. Il telefono sul comodino vibrava. Lo schermo segnava una data impossibile: 12 Settembre. Cinque anni fa. Il giorno del mio matrimonio. Mi sono voltata lentamente. Nel letto accanto a me, nudo e addormentato, c'era Alloro Delgado. Il Lupo di Wall Street. Il nemico giurato della mia famiglia. Nella mia vita precedente, ero scappata da quella stanza in preda al panico, finendo dritta tra le braccia dei paparazzi appostati fuori, distruggendo la mia reputazione per sempre. Ma questa volta, la paura era sparita. Ho guardato l'uomo che aveva il potere di schiacciare l'azienda di mio padre. Ho indossato la sua camicia bianca e l'ho aspettato. Quando ha aperto gli occhi, freddi e calcolatori, non ho indietreggiato. "Sposami", gli ho detto, offrendogli in cambio i segreti finanziari di mio padre. "Andiamo a bruciare tutto."”