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L'ereditiera rinata: Il patto di vendetta del Lupo

Capitolo 6 6

Parole:471    |    Pubblicato il:13/02/2026

colpì come una

leste! Da qu

monio è a

quell

quello è Ba

mò in un boato quando

on batté

dita di lei fino all'

e copriva la spina dorsal

ermazione

dini di pietra

ni di quercia s

anco uscì

una maschera di

a fuori

tronza ing

ortava dell

li invitati che sbirc

iò contr

nte anello con sigillo d'

non si

tirò in

sfidando

ano

la co

il polso di Elm

carne contro la

limitò a fer

lo t

aito, le ginocchia

ginocchiarsi, piegandogli il braccio all

Elmore» di

alta, ma sovrastò le

ntano fragili

mentre il suo

gliò. «È una ques

o spinse

quasi cadendo g

afferrando il braccio d

on uno sguardo

ilò. «Chiamate

a sono io» d

emò i p

o scattando foto freneticamen

ardò O

un dito contro. «Sistemat

volò istintivamen

voltò vers

ont

e, che si teneva il pol

sua vita, non si sentì

ntì g

a» dis

ese di nuovo

no i portoni

aggio f

ada al silenzio ovattato e p

di teste s

pieni dell'él

nero il

in piedi a

va per

fetto. Sorriso perfetto che v

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eva a

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edeva solo un paras

inò verso il

tacolo, signora D

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L'ereditiera rinata: Il patto di vendetta del Lupo
L'ereditiera rinata: Il patto di vendetta del Lupo
“Mio padre non mi guardò nemmeno in faccia mentre firmava il modulo "Non Rianimare". Il click della sua penna risuonò nella stanza silenziosa della casa di cura come uno sparo. Giacevo paralizzata tra le lenzuola, convinta di essere lì a causa di un incidente d'auto, incapace di muovere anche solo un dito. Ma mentre mio padre staccava la spina del monitor cardiaco, la mia matrigna si chinò su di me, il suo profumo dolce che copriva l'odore della morte. "Era il tè, tesoro", sussurrò con un sorriso crudele. "Un veleno lento, insapore. Proprio come per tua madre." In quegli ultimi istanti di agonia, il mio mondo crollò. Mi rivelò che il mio fidanzato, Marmo, aveva già un figlio di due anni con mia sorella. Avevano usato la mia eredità per finanziare il loro nido d'amore alle Cayman, mentre io venivo lentamente assassinata dalle persone di cui mi fidavo di più. Sono morta soffocata dalla rabbia, tradita e sola. Poi, ho inspirato violentemente. L'aria fredda ha riempito i miei polmoni. Non c'era odore di antisettico, ma di sandalo e tabacco costoso. Ho aperto gli occhi. Ero viva. Il telefono sul comodino vibrava. Lo schermo segnava una data impossibile: 12 Settembre. Cinque anni fa. Il giorno del mio matrimonio. Mi sono voltata lentamente. Nel letto accanto a me, nudo e addormentato, c'era Alloro Delgado. Il Lupo di Wall Street. Il nemico giurato della mia famiglia. Nella mia vita precedente, ero scappata da quella stanza in preda al panico, finendo dritta tra le braccia dei paparazzi appostati fuori, distruggendo la mia reputazione per sempre. Ma questa volta, la paura era sparita. Ho guardato l'uomo che aveva il potere di schiacciare l'azienda di mio padre. Ho indossato la sua camicia bianca e l'ho aspettato. Quando ha aperto gli occhi, freddi e calcolatori, non ho indietreggiato. "Sposami", gli ho detto, offrendogli in cambio i segreti finanziari di mio padre. "Andiamo a bruciare tutto."”