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I tre gemelli segreti del miliardario: La vendetta della madre

Capitolo 4 

Parole:720    |    Pubblicato il:15/04/2026

.

to, divincolando il bracc

ta pazza! Aggre

oda. Era una rissa tra donne. I flash si trasformarono

o!" urlò Jenelle alle

to si fecero avanti, allung

ce, mettendosi di

o. Spinse via Jenelle, facendola barcol

rdinò Anneli

a del trolley e sfrecciò verso l'uscita più

loro spalle. "Non lasciateli scap

va la gola. Si infilò nell'alcova che portava al bagno per fami

ghiozzava, con il viso affondat

gandosi il sudore dalla fronte. Le mani le tremavano. L'adr

le aveva riportato alla mente troppi ricordi di impotenza. Indicò la porta del bagno.

della telecamera qui è c

mmi dieci

hizzandosi acqua fredda sul viso, cer

re gemelli erano disposti

pa ma aveva portato con sé le sue due guardie del c

ambini in pi

andosi il gilet di pelliccia. "La

do su Clemie. "Mi hai rovina

rza l'orsacchiotto di Clemie, confic

ie u

i si scurirono, le pupille si dilataron

Tirò fuori una biglia di vetro grande e pesante. Era un

nora," di

zò lo sgua

schioccare

errificante. Colpì Jenelle dritta sulla rot

ac

sua gamba cedette all'istante e lei cro

a! Mi hai ro

o si lanciarono all

la mano per prenderlo, Blace si lasciò cadere a terra, scivolando tr

n piccolo pacchetto di carta d

ere bianca e fine

scaglie di peperoncino secco: la ricetta

del corpo l

egarono in due, tossendo violentemente, con le lacrime

Non vedo!" gr

e ginocchia e guardò Jenelle

a. Raccolse l'orsacchiotto sporco, lo spol

," pretese Bl

!" singhioz

." Blace mise di nu

dal terminal principale. Il suono di costose scarp

uori, vicino al marciapiede. La portiera di un

n aveva bisogno di entrare nell'

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I tre gemelli segreti del miliardario: La vendetta della madre
I tre gemelli segreti del miliardario: La vendetta della madre
“Sono tornata a New York con i miei tre gemelli solo per firmare le carte del divorzio e sparire per sempre. Sei anni fa, fui aggredita nel buio di una stanza d'albergo, e il mio presunto marito invalido, il miliardario Archibald Sanders, mi accusò di infedeltà cacciandomi di casa senza un soldo. Ma non appena ho messo piede in città, i suoi uomini ci hanno braccati. I miei figli hanno lottato per difendermi, ma siamo stati catturati e trascinati nel suo grattacielo. Nella stanza degli interrogatori, ho scoperto la verità più agghiacciante: Archibald non era affatto storpio. Aveva la stessa stazza imponente e lo stesso identico profumo di pioggia e muschio del mostro che mi aveva violata quella notte. Lui ha fissato il viso di mio figlio, notando i suoi stessi occhi grigi tempestosi, e ha minacciato di strapparmi via i bambini e farmi marcire in prigione. Ero terrorizzata e disperata, non capivo perché mi accusasse con tanto odio genuino, né perché avesse l'aspetto del mio incubo peggiore. Proprio quando stavo per cedere e firmare la mia condanna pur di salvarli, le porte dell'ufficio si sono aperte. È entrato Darien, il figlio di Archibald, un bambino fragile che da anni rifiutava il contatto umano. Lui era l'esatta copia dei miei gemelli. Si è fermato davanti a me, i suoi occhi tormentati si sono calmati, e per la prima volta ha emesso un suono, tendendomi la mano. Archibald si è bloccato, annullando ogni accordo di fuga. In quel momento ho capito che non potevo più scappare: dovevo restare in questa gabbia e scoprire quale malato segreto ci legasse tutti a quella notte di sei anni fa.”