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Troppo Tardi Per Rimpiangere: La Vera Salvatrice

Capitolo 2 

Parole:903    |    Pubblicato il:16/09/2026

eraphina

tramite un messaggio da

0:00. Presenza

Dante Moretti non con

a settimana scorsa, aveva giustiziato tre rivali in un ristorante affollat

to semplice, a collo alto

ltro che confond

ò entrare senza dire una parola. Sapeva chi fossi. O meglio, sapeva chi f

ore fu una salita

, il suono di una risata mi

i champagne in mano, mentre Dante stava in piedi vicino a

misura per spalle che sembravano abbastanza l

ò quand

curi, intelligenti e

i in cui lo avevo stretto a me mentre urlava di dolore. Nessuna t

ritardo»

olio basso che vibrava n

sa», dissi

Non riuscivo a guardarlo in viso; faceva troppo m

erso di lui, posando una man

ilmente si è persa. Sai che Ser

so di un predatore, tutt

di lei sul suo brac

a mano nella tasca della giacca

a po

presi. Era pesante, stampa

ipazione

ti & Isabell

nico. «Per mostrare unità. Le voci sulla tua instabilità

ilità m

. Seraphina è pazza. Seraphina si

erano in un corsivo elegante, ma a me

uto»,

rinse gl

io personale fino a quando non ne sentii l'

il rifugio: il profumo che un tempo signi

o che hai da d

hiesi, mantenendo la voce priva

un suono frag

ì piena di r

di Dante s

ente. «Tu verrai con noi. Dobbiamo farc

dare, ma non

rivato per scendere all

proprietà di Dante, dove i papar

pi d'arma da fuoco non app

Isabella. Lei uscì, radiosa, godendosi quel

, tenendo la

sotto il forte ronzio dell'

io mentre scendeva una

ridio del metall

a spezzato. La massiccia lettera "O"

a ca

verso

ne!», url

sembrò fr

suoi riflessi erano af

ella. Aveva una frazione

ambe. O avrebbe potuto garantire

es

ò alla s

cendo scudo al suo corpo con il proprio e

iò lì i

correre. Mi limitai a guar

allo si schiantò

la e mi schiacciò

ianco, accecan

ol

una macchia indistinta di

o il sapore di rame in bocca. Attravers

te che s

o Isabella in p

on la voce intrisa d'angos

andosi a lui, anche se non

so tra le mani, asci

mi g

o una

lasciai che l'osc

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Troppo Tardi Per Rimpiangere: La Vera Salvatrice
Troppo Tardi Per Rimpiangere: La Vera Salvatrice
“Ero la figlia invisibile di un boss della mafia, tenuta in vita solo come banca di organi di riserva per mia sorella Isabella. Quando ho salvato la vita al crudele capo Dante Moretti mentre era cieco, Isabella ha rubato la mia identità, la mia voce e il mio profumo. Lui le ha creduto ciecamente e ha scelto di sposarla. Durante un incidente, ha fatto scudo a lei lasciando che un'insegna di metallo mi schiacciasse la gamba. In ospedale, mi ha costretta a mangiare crostacei a cui ero letalmente allergica, solo per compiacere i capricci di mia sorella. «Lo mangerai, consideralo una disciplina per il tuo atteggiamento.» Mi ha persino frustata a sangue in una cantina, accusandomi di aver rubato il braccialetto che io stessa avevo intrecciato per lui nel buio. Fino a lasciarmi a morire intrappolata in un'auto in fiamme durante un'imboscata, scappando via con lei tra le braccia. Nella mia vita passata, avevo pianto, supplicato e cercato disperatamente di dirgli la verità. Ma per tutta risposta, mi avevano zittita su un tavolo operatorio, asportandomi un rene a sangue freddo affinché la sua amata potesse vivere. Riaprendo gli occhi un anno prima della mia esecuzione programmata, il mio cuore sanguinante si è trasformato in ghiaccio. Questa volta non supplicherò. Ho firmato i documenti per rinunciare al mio cognome, gli ho lasciato le registrazioni della verità come regalo di nozze e ho preso un biglietto di sola andata per l'Australia. Questa volta, vivrò per me stessa.”