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e di mafia, solo per sentirlo deridermi definendomi una "scultu
o andava ben ol
sciandomi con una gamba frantumata. Stesa nel letto d'ospedale, o
ia aveva sabotato la mia attrezzatura
Definì la mia esperienza di quasi morte una "le
e cimeli di famiglia per lei. Rimase a guardare mentre lei m
re l'eroe con una donna che cre
ea che fosse
microcamere in tutta la tenuta m
nte" Aria andare a letto con le sue guardie, i suoi rivali e pers
ti all'intera famiglia criminale, Ale
licai. N
ia chiavetta al proiettore
ito
Katarin
marito, stringendo una pila di rendiconti finanziari contro il petto,
olpo fisico: se avessi aperto quella porta, sar
e sapeva di aver già vinto, un suono che minacciava di strapparmi il titolo di mogli
di cuoio fino a far
te padronale della tenuta De Luca. Le lenzuola di seta
lenza, e io ero la statua che aveva posizionato
ché non splendevano come oro filato. Mi ero truccata con la
poregime. Chinavano il capo quando passavo, ma sentivo i lo
ano che
llo specchio. Pelle perfetta.
ata con qualcosa che somigliava al rispetto. Pensavo che bastasse. Pensavo che se mi fossi plasmata nel
n'ing
uisizione. Un trofeo da lucid
umi d'importazione, c'era un tubetto di rossetto. Era una marca economica da farmacia. L'involucro
era corso lu
ro. Doveva averlo lasciato
o, quel tubetto di rossett
un gemito basso e gutturale. Era Alessandro. Era un
iciente. Silen
bu
rendola appena di
colpì più forte
ogano, con la camicia elegante bianca sbottonata
ia" che aveva portato nella villa sei mesi prima. La povera rag
esporre la gola. Le sue mani erano impi
on una fame che mi terro
ggermente la
ostò. Non
rr
trascinando le unghie sul petto di Alessandro e lasciando un segno rosso. Vole
rò Alessandro, con la voce r
lei. «Non come lei. Non come quella scultu
sciò i mi
a di gh
ere perfetta per lui, a cercare di essere la donna degna del nome dei De L
i travolse. Sentii la
di documenti scivolò leggermente, fruscian
prima che Alessandro
avano sul pavimento di marmo, un ritmico conto
parlare al mio avvicinarsi, ma nel momento in cui passai, iniziarono i
a essere s
stanza e chiusi l
Andai verso lo specchio. La donna che ricambiava
o
. Asciugai l'unica la
dre era solito ripetere: il coltello più affi
ilare su Aria settimane prima. All'epoca avevo scacciato i miei sospett
frodi. Legami con famiglie rivali fin
un parassita. E Alessandro
o anniversario. La settimana scorsa, avevo sentito Ar
a sosti
utilità. Un rimpiazzo temporaneo finché non a
legame di lealtà a cui mi ero aggrappata così a
no. Le mie mani
ro che non veni
ecchio rispose. «Ho bisogno c
ana che Alessandro mi aveva regalato il giorno del nostro matrim
cadere nel cassetto più p
fetta era and
era appena
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