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Troppo Tardi: Il Ritorno Della Lupa Bianca

Capitolo 2 

Parole:920    |    Pubblicato il:17/09/2026

di E

Recisione non era fisico. E

che bruciava e cerchi di sale. L'Anziano cantilenava nell'antica li

to che scavava nel mio petto, trovava il filo dorato ch

vuoto eterno che deriva dal recidere il Legame Pre

i. Il legame era già un cappio

osì

e cerimoniale d'argento,

tesia. Mi rannicchiai a palla sul tappeto, ansimando, conficcando le unghie nelle assi del pavimento. La conness

nzio assoluto,

i non cessarono. Quando mi alzai,

eb. Ma dopo che non ero riuscita a trasformarmi a diciotto anni, Lydia se ne era gradualmente appropriata. Ora era un ripos

All'interno c'era una foto di me a diciotto anni, sorridente, speranzosa, in attesa che arr

rò sulla cassa che

o?», r

voce professionale. «La chiamiamo per la sua prenot

e ero al verde. I miei genitori mi a

pure», dissi a bassa voce. «

lo smaltimento della salma ve

a stanza si spala

gio. La cravatta era sciolta, i capelli in disordine. Respira

pretese

si, senza prendermi

nella stanza angusta e polverosa come se cercasse un intruso. «Ha

game era reciso, per lui non avrei avuto un odore diverso da que

dissi con voce piatta.

autentica confusione, come un uomo che scende da un marciapiede e non trova il terreno sotto i piedi. Poi

avi parland

funebre», risp

strappò il telefono di mano e lo sca

olarmi con questa spazzatura sul suicidio! Pensi che comprare un lott

o con la tua ossessione per la morte. Sei la Compagna dell'Alpha, e v

dissi, incontrando i suoi fu

he tu sia!». Usò di nuovo la Vo

vimento. Il comando scavalcò il mio cervel

Sembrava potente, bellis

«Quando avevamo diciotto anni. Hai giurato

della Luna commette errori. Ha accoppiato un leone con un topo. Non

rire. Ma la parte di me che potev

, dissi. «Non

o infuriato dalla stanza. Sbatté la porta c

strisciai verso il mio telefono rotto. Lo

o ore. In allegato c'erano le mie cartelle cliniche, i registri delle 'medicine' che mi dava Lydia e u

o dell'email: *Congratula

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Troppo Tardi: Il Ritorno Della Lupa Bianca
Troppo Tardi: Il Ritorno Della Lupa Bianca
“Stavo morendo al banchetto, tossendo sangue nero mentre il branco festeggiava la promozione della mia sorellastra Lydia. Dall'altra parte della sala, Caleb, l'Alpha e il mio Compagno Predestinato, mi guardava con fastidio. "Smettila, Elena. Non rovinare questa serata con le tue bugie per attirare l'attenzione." Lo supplicai, dicendogli che era veleno, ma lui mi ordinò solo di lasciare la sua casa per non sporcare il pavimento. Con il cuore spezzato, chiesi pubblicamente la Cerimonia della Recisione per spezzare il nostro legame e me ne andai a morire da sola in un motel a buon mercato. Solo dopo aver esalato l'ultimo respiro la verità venne a galla. Avevo inviato a Caleb le prove che Lydia mi avvelenava il tè con l'aconito da dieci anni. Lui impazzì di dolore, rendendosi conto di aver protetto l'assassina e torturato la sua vera compagna, ma il suo tardivo rimorso non poteva riportarmi indietro. Fino alla fine, non avevo mai capito perché avessi dovuto subire un decennio di umiliazioni, convinta di essere solo un'Omega debole e difettosa. Finché, nell'aldilà, la Dea della Luna mi mostrò il mio riflesso: non ero senza lupo, ero una Lupa Bianca, la creatura più rara e potente di tutte, soppressa per anni da quel veleno. "Puoi restare qui in pace, oppure puoi tornare indietro," mi disse la Dea. Guardai la vita che mi avevano rubato e il potere che non avevo mai potuto usare. Aprii di nuovo gli occhi. Questa volta, non per il suo amore, ma per vendetta.”