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Rinascita Dalle Ceneri: La Compagna Rifiutata

Capitolo 4 

Parole:788    |    Pubblicato il:17/09/2026

di S

o. Era un'esibizione di ricchezza e potere, pensata per mostrare ai branchi vicini c

alla ringhiera. Il vento mi sferzava i cap

svolgimento. I lampadari di cristallo tintinnavano

nco, non come accompagnatrice — sarebbe stato troppo ovvio — ma come "organizzatrice".

il bicchiere con un cuc

e da Alpha che risuonava senza sforzo. «Stasera

Oliver, vestito con uno smoki

lla m

testa del ragazzo, «ha mostrato un potenziale incredibi

velluto. Era un antico manufatto, tradizional

n orfano? Era una dichiarazione d'inte

piccolo mazzo di lettere. Erano le lettere d'amore che Marcus mi aveva s

ccendino. La fiam

ostro arricciarsi e annerirsi, le promesse di "per sempre" ridursi in cenere. Le

atica,

ai di

i contorse. Le ossa scricchiolarono e cambiarono forma. In

per essere terrificante. Stava sulle zampe post

na distorta dalle corde vocali in mutaz

de una

ringhiera. Senza la forza del mio lupo, ero f

icinandosi. Mi afferrò il braccio, affondand

dolore er

età di te. Sei solo un rimpiazzo tempora

n una bugia», ribattei a denti stretti

verso di me, squarciando la man

le scale, si gettò impr

a scavalcò, aggrappandosi al b

ita! Sta cercand

sul ponte, seguito da

affannoso e l'abito strappato. Vid

h!» r

uccesso. Non guardò il

ollò tra le sue braccia, tornando alla forma um

nascondendo il viso contro il suo petto. «H

suoi occhi brillavano di rosso

pretese

calma. «Mi ha

Rachel. «Guardala!

o verso di me. L'ar

OMETT

Voce da

ro, sbattendo la fronte contro il legno. Non riuscivo a muovermi. Non riuscivo

he usava la Voce sulla sua compagna feri

to in basso con puro disgusto. «Toglietemela dalla vi

ro per le braccia e

tai. No

le scale, guardai indietro ve

dissi. *Devi so

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Rinascita Dalle Ceneri: La Compagna Rifiutata
Rinascita Dalle Ceneri: La Compagna Rifiutata
“Legata al freddo tavolo di metallo nel seminterrato dell'ospedale, supplicai il mio Compagno Destinato, l'Alpha Marcus, di avere pietà. Ignorò le mie lacrime e le ustioni che mi ricoprivano il corpo dopo l'incendio di tre giorni prima. Con una voce priva di calore, ordinò alla dottoressa di iniettarmi argento liquido nelle vene: un veleno mortale progettato per dissolvere lo spirito del lupo. "Fallo. Se rimane un lupo, è un intralcio. Da umana, può restare come Omega." Urlai mentre l'acido d'argento mi corrodeva l'anima, recidendo brutalmente il legame con la mia lupa. Marcus non batté ciglio. Non mi stava proteggendo; stava spianando la strada alla sua amante umana, Rachel, e al loro figlio illegittimo segreto. Spezzata e privata della mia forza, fui costretta a guardarlo mentre riconosceva pubblicamente il suo bastardo come nuovo erede, umiliandomi davanti all'intero branco. Per tre anni mi aveva corteggiata chiedendomi di sposarlo, mentre andava a letto con lei e costruiva una famiglia segreta. Preferiva vedermi sfigurata a vita e rinchiusa negli alloggi della servitù, derisa da tutti, piuttosto che rinunciare alla sua facciata di Alpha perfetto. Credeva che fossi ormai una creatura sottomessa, distrutta e rassegnata a vivere della sua carità nel silenzio più assoluto. Non sapeva che avevo già forzato la sua cassaforte, fotografato i test del DNA e programmato un'email esplosiva per il Consiglio degli Anziani. La mattina delle sue nozze, sorrisi salendo sull'auto che mi avrebbe portata in esilio. Mentre Marcus cadeva in ginocchio urlando alla vista del mio veicolo in fiamme, rendendosi conto di aver perso tutto per una bugia, io ero già lontana, con la mia lupa pronta a rinascere.”