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Troppo Tardi: La Rinascita Della Sposa Rifiutata

Capitolo 4 

Parole:536    |    Pubblicato il:17/09/2026

i Ale

. Chiara non

a tenuta dei Salinas. Solo un'altra crisi fabbricata ad ar

tropicciate che passava per una paga settimanale e mi ritirai nella stanza ang

infrangendo la pace. Un

ia. Adesso. Riguar

giurato appartenesse solo a noi. Un terrore familiare mi si s

acello per l'ultima volta. Erano tutti riuniti nel salotto formale: i miei genitori, G

Come sai, la salute di Chiara è così... fragile. Il suo medico ritiene che lo stress della sua situazione sia di

mio padre, con lo sguardo fisso su un punto della parete in fondo. «Pe

mi inchiodarono sul posto. Trascinai il mio sgu

una tempesta di conflitto. «Non è quello che voglio, Alia. Lo sai. Ma

dramma infinito. Guardai i loro volti in attesa, la trappola costruita con cura. Combatterli era inut

parola cadde nel sile

ti. Un lampo di pura furia le attraversò il viso prima che lo ricomponesse abilmente in una ma

scrivania accanto a lei, premendo la punta affilata contro la pelle traslucida del polso. «Ho

nte fece mezzo passo avanti, con il volto

redibilmente calma, che squarciav

iara, tenendola prigio

ngraziami per i sette anni che ho scontato

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Troppo Tardi: La Rinascita Della Sposa Rifiutata
Troppo Tardi: La Rinascita Della Sposa Rifiutata
“Sette anni fa, il mio fidanzato, il potente Don Dante Moretti, mi mandò in prigione per addossarmi la colpa di un crimine commesso dalla mia sorella adottiva, Chiara. Lo definì un dono per proteggermi. Oggi, il giorno della mia scarcerazione, mi ha riportata alla tenuta di famiglia solo per abbandonarmi sui gradini. Il motivo? Chiara stava avendo l'ennesimo dei suoi finti malori. I miei genitori mi hanno poi informata che avrei dormito in un ripostiglio polveroso al terzo piano, per non disturbare la fragile ragazza che mi aveva rubato la vita. Hanno persino organizzato una sontuosa cena di gala per festeggiare la sua guarigione, trattandomi come un fantasma. Quando mi sono rifiutata di fare da comparsa al loro teatrino, hanno iniziato a insultarmi apertamente. «È solo un'ingrata.» ha sibilato mia madre. «È sempre stata gelosa di Chiara.» ha aggiunto mio padre con disprezzo. Parlavano in spagnolo, proprio davanti a me, convinti che sette anni in un penitenziario mi avessero resa spezzata e ignorante. Non sapevano che la prigione era stata la mia università. Avevo imparato le lingue per sopravvivere. Avevo capito ogni singola, velenosa parola. Fu in quel momento che capii di non essere stata un sacrificio per il bene della famiglia, ma solo un oggetto sacrificabile. Quella stessa notte, nel buio del ripostiglio, ho aperto un canale criptato che avevo configurato anni prima. C'era un solo messaggio ad attendermi: "L'offerta è ancora valida. Accetti?" Le mie mani hanno digitato la risposta: "Accetto".”