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Non più prigioniera, regina del gioco

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Chapter 1 Una famiglia spregevole

Parole:842    |    Pubblicato il:28/02/2026

ena è conclusa. — C'è qua

tagliando l'aria stantia. La penna di Aimee esitò, e una grossa goccia d'inchiostro

sbarre d'acciaio: Laurence Bennett, suo fratello

o a riportarti a casa — disse,

luce, l'orologio di marca al polso che emanava una freddezza quasi clinica. — Hai pas

edi

chiò di sfuggire dal

uote le erano fin

sse parole gentili, per poi spingerla — la vera figlia — in prigione, cos

presentato. Al suo posto, ad attenderla c'erano stati gli uomini assoldati da

ncellato ogni traccia della sua esistenza, ri

petto per così tanto tempo da

per anni prima di scoprire la verità crudele: n

ie avrebbe portato prosperità, mentre Aimee era stata etichettata come una maledizione. Gettata via come un ba

o la sua rinascita, trascinandola di n

n silenzio un'alleanza con Andreas Reid, un magnate spietata

amiglia Bennett, avevi giurato che avreste rimediato — d

a, ferma. — E cosa h

ai com'è stata la mia vita in carcere? — Qualcuno

'impazienza brillando nei suoi occhi. — All'epoca la situa

ett, tu avr

la colpa per quel

inò il capo, sostenendo il suo sguardo furioso senza battere ciglio. —

e il vostro stesso sangue p

o che riecheggiò nella stanza. Si alzò di scatto, le vene che gli puls

iritto di parlare di

mani

sorriso amaro, mentre una risata secca e

una bambina scartata dai propri genitori, cresciuta con br

ersonali — una borsa di tela lisa, con le cuciture

alle sue spalle come una frusta. — Se abbando

o voltarsi,

a cui appart

sole di inizio estate le inondò il volto

ea in un luogo che un tempo conosceva. In quel momento, una Maybach nera e

elando un uomo sconosciuto dall'e

signor Reid mi ha mand

abili e le aprì la portier

omodò sul sedile in pelle s

li del carcere. Il suo volto si irrigidì nello stupore mentre l'auto d

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Non più prigioniera, regina del gioco
Non più prigioniera, regina del gioco
“A vent'anni finì in prigione. A ventitré tornò fuori. Tre anni a temprarsi, abbastanza per ridurre in polvere chi le aveva rovinato la vita. Nella vita precedente, i suoi genitori e suo fratello la tradirono, facendole pagare il crimine di un'impostora. In carcere la torturavano mentre l'impostora se la godeva nel lusso. Lei morì con l'odio nel cuore... e si risvegliò proprio all'inizio della sua condanna. Stavolta smise di fare l'innocente e, dietro le sbarre, imparò a muoversi tra soldi, botte e potere. Tre anni dopo uscì e si fece un nome negli affari. Con la vendetta ormai in moto, sulla sua strada comparve un tycoon senza scrupoli. La spinse contro il muro, le dita a sfiorarle il collo, e abbassò la voce in un sussurro da brividi: "Fammi entrare nella tua vendetta."”