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Non più prigioniera, regina del gioco

Chapter 2 La generosità di Andreas

Parole:1115    |    Pubblicato il:28/02/2026

le esclusivo Serenity Estates e rallentò fino a fermarsi davanti a

al taglio impeccabile stava con le mani in tasca, di spalle ad Aime

nett è arrivata, — disse l'auti

voltò sen

alle larghe, disegnando intorno alla

co più che trentenne, mascella scolpita, occhi affilati come quelli di un falco, colmi di un'autorità silenz

ee Be

lutata, come il suono profondo di un violoncello

iliardi — avrebbe dovuto avere un aspetto imponente. Invece, davanti a lui c'era una figura sorprendentemente fragile, il corpo sottile fino a semb

ava che fossi

o, lo sguardo fermo e

atteso si disegnò sul

ecine di volte, brillare sullo sch

to cupa fosse la situazione, quell

ensi di qu

ente la conversazione mentre accennava

Estates è il quartiere più esclusivo della città. — Il giardino è s

pia

e con un sorriso pac

o regalo per suggellare l

ità di vita Aimee si sarebbe asp

s aveva un valore di mercato non

gnativa, — disse dopo aver inspirato a f

i lenti e misurati, mentre il profumo caldo

come questa, — disse, la voce bassa e roca, mentre lo sguardo le scorreva addosso. Seguì

pertamente. Entrambi avevano nel m

Andreas aveva trascinato il Gruppo Bennett in una guerra aziendal

ostra al

rre basterebbe a comprarne dieci come questa, — disse, la

dita si chiusero attorno alle sue, il calore di lui in contrasto con la

ornita di tutto. — Prenditi

famiglia Bennett ribolliva di furia, l'aria

osa

nel salotto mentre sbatteva il palmo contro il bracc

dirittura sulla macchina di uno sconosciuto? — Ma

oli degli occhi arrossati. — Deve portare ancora rancore… perché l'abbiamo

utta la vita. — Non avrebbe resis

, non p

e ciglia erano umide, gli occhi arrossati. — È tutta colpa mia. — Se allora non avessi

e di Henrik e Sonya — le si parò davanti per fermarla. —

hina, Laurence?

mbrava… familiare, — borbottò, passandosi una mano tra i capelli mentre cercava di ricordare. — Aspet

ndr

ore fino a diventare pallido come il gesso. — Perché Aimee dov

el salotto. Nessuno osò

era una guerra fredda che durava da anni, e se Aim

ossib

laggio dimenticato da Dio e poi è marcita in prigione per tre anni. — Come pot

ente una co

ando il mento per nascondere il vel

rimasta troppo insignificante per sf

r forza una coin

cora più che sufficienti assi nella manica per

non avrebbe più rivist

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Non più prigioniera, regina del gioco
Non più prigioniera, regina del gioco
“A vent'anni finì in prigione. A ventitré tornò fuori. Tre anni a temprarsi, abbastanza per ridurre in polvere chi le aveva rovinato la vita. Nella vita precedente, i suoi genitori e suo fratello la tradirono, facendole pagare il crimine di un'impostora. In carcere la torturavano mentre l'impostora se la godeva nel lusso. Lei morì con l'odio nel cuore... e si risvegliò proprio all'inizio della sua condanna. Stavolta smise di fare l'innocente e, dietro le sbarre, imparò a muoversi tra soldi, botte e potere. Tre anni dopo uscì e si fece un nome negli affari. Con la vendetta ormai in moto, sulla sua strada comparve un tycoon senza scrupoli. La spinse contro il muro, le dita a sfiorarle il collo, e abbassò la voce in un sussurro da brividi: "Fammi entrare nella tua vendetta."”