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Non più prigioniera, regina del gioco

Chapter 3 Collaborare con Andreas

Parole:1200    |    Pubblicato il:28/02/2026

isurati, mentre la mente già riperco

ue colpi secchi. All'istante, il silenzio fu rotto da

e, uscirono dal corridoio interno e si disposero in tr

ma, segno di anni di disciplina. Si inchinò con grazia prima di parlare, con un tono caldo ma r

le risuonò all'unisono, impeccabile

e lo sguardo ad Andreas, pretendendo

he cosa signific

ma e carica di autorità. — Se la famiglia Bennett si rifiuta di ricon

attraversò il pett

glia. Non ci sarebbe voluto molto prima che, nei salotti dell'alta società,

i avvoltoio di quel mondo l'avre

chiarazione: una presa di posizione netta e deliberata, che af

, sotto l'apparente compostezza, affiorava un'ombra di inquietudine. Non e

ra calcolato, fondato su ciò c

accordo non la

iglia, Andreas era almeno un lupo

on un tono freddo e definitivo, mentre si sistemava i gem

naturalezza sui tacchi e

ngerlo. — Signor Reid, per quanto

e controllata le sfiorò l'orecchio. — Non c'è

ntre la portiera si chiudeva alle sue spalle. In pochi istanti

, già intenta a ricostruire mentalm

orina

un passo e accennando un inchino. — Questo è

ucida. — Non ha alcun limite di c

riso appena divertito

di essere generoso, non

unse Vicki con dolcezza, la voce calda ma ris

ata, ti accompagnerò pe

l domestico che la attendeva, i passi che

reale dell'olio di rosa si mescolava alla fragranza morbida

si chiudessero.Il calore penetrò nella pelle, mentre la m

la sua rinascita, avev

to era rimasto come un'ombra, a osservare Andreas impegn

, ma di una lealtà incrollabile

a scelto di pun

ndi scosse e indicato ad Andreas con precisione quali pos

r garantirle la scarcerazione anticipata e a

torno dieci volte superi

.— Questo renderà molto

rio basso, mentre un sorriso astuto

ennett e costringerli ad assistere, impotenti, alla su

e con naturalezza, e i ricci morbidi che le incorniciavano il volto le conferivano un'eleganza disinvolta. Il

ammirazione. — Signorina Bennett, ques

azie, Vicki. — E ho bisogno che tu faccia una cosa p

a rete, filo dopo filo. Se voleva potere, le sar

line si riflettevano sui pavimenti di marmo mentre attraversava le porte di vetro della bou

ina. — Che tipo di

spondere, una voce mellifl

esto vestito

ono di colpo.Lentamente,

attendo le ciglia mentre indicava un abito c

a tra i capelli con un gesto affettuoso, naturale, ormai collaudato. —

ento e il cliente. — Mi dispiace — disse con cautela. — Ques

oce scese di un tono, più fredda. — E cosa dovreb

si muovevano nervosamente davanti a lei. — No, c

oltre, una voce femminile, fredda e cr

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Non più prigioniera, regina del gioco
Non più prigioniera, regina del gioco
“A vent'anni finì in prigione. A ventitré tornò fuori. Tre anni a temprarsi, abbastanza per ridurre in polvere chi le aveva rovinato la vita. Nella vita precedente, i suoi genitori e suo fratello la tradirono, facendole pagare il crimine di un'impostora. In carcere la torturavano mentre l'impostora se la godeva nel lusso. Lei morì con l'odio nel cuore... e si risvegliò proprio all'inizio della sua condanna. Stavolta smise di fare l'innocente e, dietro le sbarre, imparò a muoversi tra soldi, botte e potere. Tre anni dopo uscì e si fece un nome negli affari. Con la vendetta ormai in moto, sulla sua strada comparve un tycoon senza scrupoli. La spinse contro il muro, le dita a sfiorarle il collo, e abbassò la voce in un sussurro da brividi: "Fammi entrare nella tua vendetta."”