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Non più prigioniera, regina del gioco

Chapter 6 L'unica ragione per cui conta

Parole:825    |    Pubblicato il:28/02/2026

lucida era ferma lu

amburellava le dita sul volante, lo sguard

quello che era suc

ietata di Aimee avevano superato ogni aspettativa

lò dentro con il solito sorriso canzonatorio stampato in faccia. — Andreas, da quando ti lasci coi

ena uno sguardo, rispo

tempo: il silenzio di Andreas d

appena scovato un affare colossale. — Dai, Andre

ando una reazione, gli oc

ermò sul volante, poi si voltò e scagli

co

Ai

era a

a solo un asset,

uto moltiplicarsi per dieci. Quella

vago — Mm — scrollandosi di dosso l

mato da uno shock palesemente finto. — Sei serio

e Vicki mentre sparivano alla vista. C'era sicurezza nel passo

ragazza apparentemente insignificante, spuntata dal nulla, con un'istruzione appen

nulla a che vedere con l'ombra descritta in quei vecchi

ancora di più e batté una mano sul cruscotto. — Sei sp

esaurì. — Piantala. — Non

ice. — Vicki protegge la tua vita da anni. — E tu sistemi Aim

stimento in un profitto dieci volte

ordito. — Aspetta, co

iunse altro e s

Aspetta, Andreas. — Non dirmi che ti stanno prendendo in giro. — No

berò dalla presa. — Felice, un'altra parola e farò

cque all'

inava la sala sui suoi tacchi alti. L'abito nero ed elegante le avvo

ntò lo sguardo sulla coppia malco

icie strappate e volti tumefatti, ma negli occhi ardeva

tranei. Erano i fratelli di Nico

Gibson avevano dominato quel posto come campioni im

a costò loro tutto, conducendoli entrambi

mpagne e lasciò che le labbra rosso vivo si incurvassero in

; la sua figura affilata, avvolta in un abito scuro su

alò sulla folla, ogni sg

orriso prudente. — Signorina Bennett, quei due sono inarrestabili. —

n momento per studiare le

vano come individui abituat

elle del locale. Nessuno sfidante qualunque

ntro ogni

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Non più prigioniera, regina del gioco
Non più prigioniera, regina del gioco
“A vent'anni finì in prigione. A ventitré tornò fuori. Tre anni a temprarsi, abbastanza per ridurre in polvere chi le aveva rovinato la vita. Nella vita precedente, i suoi genitori e suo fratello la tradirono, facendole pagare il crimine di un'impostora. In carcere la torturavano mentre l'impostora se la godeva nel lusso. Lei morì con l'odio nel cuore... e si risvegliò proprio all'inizio della sua condanna. Stavolta smise di fare l'innocente e, dietro le sbarre, imparò a muoversi tra soldi, botte e potere. Tre anni dopo uscì e si fece un nome negli affari. Con la vendetta ormai in moto, sulla sua strada comparve un tycoon senza scrupoli. La spinse contro il muro, le dita a sfiorarle il collo, e abbassò la voce in un sussurro da brividi: "Fammi entrare nella tua vendetta."”