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Le cicatrici che nascondeva al mondo

Capitolo 5 5

Parole:722    |    Pubblicato il:11/02/2026

calinata. Invece, svoltò a sinistra, dirigendosi lungo

sa si

secondo piano», di

«La... la Signora ha detto che il secondo piano è

piano. Era silenzioso. Non c'erano teli protettivi. Nessun

«Non mi è permesso entra

o di nuovo Clarisa fuori, sotto la pioggia. Camminar

l giardiniere, prima che esternalizzassero la cura del

ia all'interno odorava d

urrò Mary, per poi fuggire co

isa

un altro ne

o letto bitorzoluto. Indossava occhiali spessi e

na. «Sono Bethel. Brady mi ha as

dò. Assistente.

babysitter», la

hiali. «Sono qui per aiutarla ad ambie

o. Posò la sua borsa di

«Posso disfare io

ì rapido, così aggressivo, che Bethel barcollò all'

La sua voce era bassa, minacciosa. «Se

lutì a fat

o di vestiti che aveva e marciò i

massimo. Poi la doccia. Il rumore ri

a scattare. All'interno erano nascosti diversi componenti elettronici minuscoli e spaiati, avvolti nella plastica: resistori recuperati, u

o specchio. La presa

nte; non pensava che lei fosse abba

agnati. Atterrarono in un mu

ò allo s

a. Le clavicole sporgevano come lame. Ma furo

scapole. Lunghe e sottili linee bianche sulle cosce, lasciate da quando er

ativi che la costringevano a prendere quando si r

ovò pena per la ragazza allo specchio. Sentì una

nse da dietro la porta. «Ha bisogn

trollare se ci sono segni re

ò Clarisa per sovrastare l'acqu

i di Bethel

in confronto ai getti gelidi del campo. Si strofinò la pelle fino a rende

lavare vi

al gancio. Era di cotone ruvido, che grattava. Si st

el stava scrivend

al letto e si sede

o Uno, pensò. O... un

. Per stasera, doveva sol

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Le cicatrici che nascondeva al mondo
Le cicatrici che nascondeva al mondo
“Tre anni nel "Fulcro". È lì che la mia ricca famiglia mi ha spedita a marcire per curare una tossicodipendenza che non ho mai avuto. Tutto perché Allegra, la mia "perfetta" sorella minore, aveva nascosto la sua droga nella mia borsa, incastrandomi per salvare la sua reputazione immacolata. Il giorno del mio rilascio, mio fratello mi ha scaricata dalla limousine nel bel mezzo di un temporale perché il mio odore di "povertà" gli dava la nausea. A casa, mia madre mi ha guardata come se fossi un errore estetico, relegandomi a dormire nella vecchia dependance del giardiniere. A cena, tra l'argenteria di lusso e il loro disprezzo, mi hanno chiesto con scherno cosa avessi imparato in quel posto. Non ho risposto a parole. Ho alzato la manica del maglione. Si aspettavano i buchi dell'eroina. Invece, hanno visto la carne bruciata dalle sigarette delle guardie e i solchi profondi lasciati dalle cinghie di contenzione. Mio fratello ha urlato che me l'ero fatta da sola per manipolarli. Ma Amilcare, il potente fidanzato di Allegra ed ex militare, ha gelato la stanza con una sola frase: "L'angolazione delle ferite è impossibile per un'autolesione. Qualcun altro le ha fatto questo." Il silenzio è calato sulla tavola, pesante come il puzzo della loro colpa. Pensano che io sia una vittima spezzata, tornata a casa per chiedere pietà. Non sanno che nel dorso del mio taccuino ho cucito un telefono satellitare e che un hacker sta solo aspettando il mio ordine per rilasciare i file che li distruggeranno. Mentre loro tremano, io invio un messaggio nel buio: "Sono dentro. La fase uno è completata." La guerra per l'eredità dei Valenti è appena iniziata.”