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Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale

Capitolo 6 6

Parole:566    |    Pubblicato il:12/02/2026

ressive. Erano troppo forti, tr

ercò di mettersi a sedere, ma un dolore acuto a

ccorrendo. "Ha gravi contusioni e una lieve

gracchiò Vivian. Sentiva

rollando la sua cartella clinica. "Ha pagato per

o un sogno. Il nemi

spalancò c

o un mazzo di gigli bianchi

re, che i gigli la facevano starnutire. Erano il "fio

, non è vero?" disse lui, ge

ssò. "Mi hai

lian. "Sei scivolata. Non riscrivere l

Era la sua se

sei qui,

uriosa. La polizia ha chiamato a casa per la m

Vivian con amarezza.

ando il dolore di lei. "Ho una riun

," disse Vivi

a fu silenzioso. Quando arrivarono alla tenuta, Julian gett

ata," disse, dirigendo

giacca. Gli eventi degli ultimi giorni la trav

porta dello stu

o delle cianfrusaglie. Tirò fuor

erso il

di Midnight Rose. Scarl

a

Le lame affilate tagl

Rii

lletto. Affondò le cesoie nella sch

ormò l'indumento da cinque

il compattatore di rifiuti industriale

dentro i

il pulsan

rr. C

chiacciava il tessuto in un

o Julian andò a letto ore dopo, non si accorse dell'ab

n stava cercando frene

mpleto grigio? Mi se

orseggiando il suo caffè. Sorrise da sopra il

via," disse le

gliò, entrando nella s

cchia brutta, dozzinale. Non riuscivo a to

stai comportando in

lizia, Julian," diss

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Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale
Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale
“Per tre anni sono stata la "moglie perfetta" di Giuliano Castiglione. Quella che gli annodava la cravatta Windsor ogni mattina e aspettava sveglia il suo ritorno alle due di notte, fingendo di non sentire l'odore stucchevole di "Rosa di Mezzanotte" sulla sua giacca. Ma la mia silenziosa devozione è stata ripagata con una spinta brutale giù per i gradini di pietra della nostra villa, sotto la pioggia battente. Tutto perché avevo osato battere a scacchi la sua amante ventenne, Scarlatta, umiliandola davanti alla matriarca della famiglia. Mentre giacevo a terra, con la schiena in fiamme e la pioggia che si mescolava alle lacrime, Giuliano non mi ha teso la mano. Mi ha guardata con gelido disprezzo. "Smettila di recitare, sei patetica." Mi ha lasciata lì, sola e ferita, per rientrare al caldo. Poche ore dopo, ha persino abbandonato il letto coniugale per correre da lei, preoccupato per un'"appendicite" che si è rivelata essere solo una macchia di rossetto sul colletto. In quel momento, ho capito che per lui non ero una compagna, ma solo un "segnaposto". Un arredo costoso di cui si era stancato. Credeva di avermi in pugno, convinto che senza i soldi dei Castiglione non fossi nessuno. Si sbagliava di grosso. Non sapeva che a raccogliermi da quell'asfalto bagnato, insanguinata ma viva, c'era Alessandro Valenti, il suo acerrimo nemico in affari. Quando Giuliano è tornato a casa, ha trovato i suoi abiti su misura ridotti in coriandoli e una richiesta di divorzio sul cuscino. Ma non mi sono limitata a lasciarlo. Sono entrata nel suo ufficio, ho gettato le mie dimissioni sulla scrivania davanti a tutto il consiglio e, sotto lo sguardo attonito di mio marito, sono salita sulla Rolls-Royce nera del suo rivale. "Il nemico l'ha presa," mi ha detto Alessandro. La moglie sottomessa è morta sui quei gradini. Ora è arrivata la tempesta.”