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Lo scandalo Sterling: Sposata con lo zio

Lo scandalo Sterling: Sposata con lo zio

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Capitolo 1 

Parole:845    |    Pubblicato il:12/02/2026

lenta, a scatti, che faceva sfocare i lampadari di cristallo della tenuta Sterling in strisce di luce

allida

occia frastagliata. La mia futura suocera era troppo vicina, la sua mano posata

dire. La mia lingua era spessa, pesante in

chi rimasero freddi, calcolatori. Fece un cenno a un cameriere di passaggio con un rapido movimento del polso. «Accompa

i di divincolarmi, ma le mie gambe mi tradi

o come una lavagna, mi prese il braccio. La s

lungo un corridoio che diventava più silenzioso e freddo a ogni passo. Il tappeto sontuoso inghiottiva il

rte della tenuta che Ryan mi

, trascinando i pied

ta di quercia alla fine del corridoio. L'aprì, i cardini gem

e colpirono il spesso tapp

iamai nell

irava dietro di me fu il suono

rso la nebbia della droga. Mi alzai in piedi a fatica, barcolland

ce era debole, assorbita dai

estre a tutta altezza, illuminando la stan

ra che

Non era Ryan. Quest'uomo era più robusto, più scuro. Era se

n Ste

omo di cui la famiglia sussurrava

Mi guardava solo con occh

re; era una vertigine disorientante che faceva inclinare il mondo sul suo asse. Non riuscivo a pensare. Non riuscivo a respirare.

ai vers

e che mi offuscavano la vi

taloni era fresco contro i miei palmi brucianti. Potevo sentire il metallo rigido de

nemmeno mi aiutò. Rimase seduto lì com

che vibrava nell'oscurità. Non era la voce di un uomo debole. Era il rin

pportabile. Tirai lo scollo del mio vestito, disp

irazione acuta

iccolo auricolare che non avevo notato lampeggiò con una debole luce blu. «Bloc

Il suo profumo – sandalo, tabacco e qualcosa di unicamente masch

piro che suonava come rassegnazione, le sue dita mi sfiorarono i capelli. Il s

comandò d

za che le gambe sotto la mia guancia erano fredde e senza

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Lo scandalo Sterling: Sposata con lo zio
Lo scandalo Sterling: Sposata con lo zio
“La stanza ha iniziato a girare subito dopo aver bevuto il tè che la mia futura suocera mi aveva offerto con un sorriso gelido. Mi sono risvegliata ore dopo in un letto sconosciuto, stordita e seminuda, accanto all'unica persona che mi era stato detto di evitare: Zaffiro, lo zio "storpio" e diseredato del mio fidanzato. Prima che potessi capire cosa stesse succedendo, la porta si è spalancata. Flash accecanti, fotografi e il mio fidanzato, Lingotto, che recitava la parte della vittima col cuore spezzato. "Ti sei fatta lo storpio? Sei disgustosa," ha sibilato Lingotto, guardandomi come se fossi spazzatura. In quel momento ho capito: era una trappola. Lingotto voleva lasciarmi per un'altra, ma aveva bisogno di un motivo per annullare il contratto prematrimoniale senza perdere soldi. Mi avevano drogata e incastrata per dipingermi come una traditrice. Ero finita. La mia reputazione distrutta, la mia famiglia pronta a vendermi per pochi spiccioli. Ma Zaffiro non mi ha cacciata. Si è messo davanti a me sulla sua sedia a rotelle, ha incassato le bastonate di suo padre senza un lamento e ha mentito per salvarmi: "Non è una seduttrice. Siamo amanti. La sposo io." Mentre scappavamo dalla tenuta, con lui sanguinante e io tremante, mi ha porto un dossier che provava il tradimento di Lingotto. "Sposami legalmente oggi," mi ha detto con voce fredda, pulendosi il sangue dal labbro. "Il mio fondo fiduciario si sblocca solo col matrimonio. Io prendo i miei soldi, tu ottieni protezione." Mi ha guardato negli occhi, e per la prima volta ho visto un predatore, non una vittima. "Ed entrambi otteniamo la nostra vendetta." Ho stretto la sua mano. "Andiamo in Comune."”