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Rifiutata dal figlio, ho scelto il Don

Capitolo 6 6

Parole:968    |    Pubblicato il:13/02/2026

i Isa

e palpebre, i miei occhi si abituarono alla luce fioca che filtrava attraverso le pesanti tende di velluto. Granelli di polvere

ecchiato e del debole sentore metallico di olio per

seta frusciarono contro l

stava os

colata, con i primi bottoni slacciati a rivelare l'incavo della gola. La sua giacca era gettata su una sedia e la sua postura era ril

ffocante, costringendomi a essere la prima a romperlo. Mi misi a sedere, st

» chiesi, la parola suonav

ai lottato duramente per questo posto, Isabella. Hai manipolato la situazione di ieri se

necessario» risposi,

rch

'aria tra di noi. Non era una doma

sa curiosità. «Avresti potuto scappare. Avresti potuto implorare un compenso. Inve

prova. Se avessi mentito, se ne sarebbe accorto. S

dando il terreno con una mezza verità. «Volevo vedere d

ien si piegò in un sorriso

enza esitazione. «Perché sposare chiunque altro fa di me una tragedia. La povera

«Ma sposare il Don... questo fa di me una Regina. Era l'unica scelta che garant

ifrabile passò nei suoi occhi. Sorpresa? Rispet

Ma l'ambizione senza u

a mia voce si indurì. «E q

amien si aggrottaron

speso tra noi com

covato si insinuasse nel mio tono. «Mi ha umiliata. Ha umiliato la sposa che tu hai scelto. Come sua nuova madre, g

appena chiesto all'uomo più potente della citt

a che mi fece venire un brivido lungo la schiena. Si avvicinò al lato d

o gestire?» chie

fare l'uomo» replicai. «E deve imparar

ta da una crudele soddisfazione. «È un disonore per il nome dei

fianchi, intrappolandomi. Il suo viso era a pochi centimetri

ono come un'oscura incoronazione. «Come sua madre, insegnagli q

ccia di calore paterno. «Come puoi

osa si mosse dietro i suoi occhi: una fredda

polso a

n avesse appena sancito una guerra familiare. «Vestiti. La colazione è tra vent

verso la porta, con

ulla maniglia d'ottone, guardando ind

se con uno scatt

Ma la paura era svanita, sostituita da una fredda e ferrea determinazione. Ero entrata in questo

a per scoprire che non aveva fatto altro che

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Rifiutata dal figlio, ho scelto il Don
Rifiutata dal figlio, ho scelto il Don
“Stavo ferma sull'altare della Cattedrale del Santo Nome, con un abito di pizzo vintage che mi pesava addosso come un sudario. Intorno a me, l'élite criminale di Chicago aspettava con il fiato sospeso, ma lo spazio accanto a me rimaneva vuoto. Il mio promesso sposo, Bastione Moreno, non si era presentato. La mia amica mi afferrò il braccio, pallida, sussurrando la verità che mi fece gelare il sangue: non era trattenuto da "affari urgenti". Era scappato su un treno per la California con una cantante da quattro soldi, scegliendo un'amante al posto del sacro Patto tra le nostre famiglie. I sussurri iniziarono a strisciare tra i banchi come vipere velenose. "Merce avariata", sibilavano. La potente famiglia Moreno era pronta a coprire l'umiliazione con scuse formali e un risarcimento in denaro, lasciandomi lì a diventare lo zimbello dell'Outfit per sempre. Ero sola, umiliata e senza via d'uscita. Ma mentre guardavo la pietà negli occhi degli invitati, la vergogna si trasformò in una rabbia fredda e tagliente. Non sarei stata una vittima. Il contratto richiedeva un matrimonio tra un Carlson e un Moreno per sigillare l'alleanza, ma non specificava *quale* Moreno. Strappai via il velo dalla testa e mi voltai verso la prima fila, ignorando il panico della folla. Puntai il dito dritto verso l'uomo seduto nell'ombra, il mostro che tutti temevano, il padre del ragazzo che mi aveva abbandonata. "Poiché il vostro erede è inadatto, esigo che il contratto venga onorato." La mia voce tagliò il silenzio della chiesa come una lama. "Non sposerò il figlio. Scelgo il padre. Scelgo il Don."”