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La pedina del Don, la vendetta di una regina

La pedina del Don, la vendetta di una regina

Autore: Zane Ryder
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Capitolo 1 1

Parole:825    |    Pubblicato il:13/02/2026

Scin

ulto, gli pneumatici pesanti che stritola

tenuta dei Moretti si stagliava

, priva di qualsiasi calore. Non sembrava una c

ante portiera e scesi nel vento punge

no della nostra famiglia non si rannicchia mai.

arono, rivelando un atrio che profumava

che poteva essere solo Edera. Indossava la sua età come un'arm

se fossi un cane randagio che aveva vagato sui suoi p

orressi con ca

té ciglio. Sc

izia di quella città, o della sua fami

avanti, brandendo uno spray di dis

cosa, una nebbia dall'odore chimico mi colpì.

nel mio petto, ma costrinsi il mio vi

verso i miei capelli, con l'intenzio

lla cameriera con una presa affinata da an

lla sua mano tremante. L

nte lo sguard

questo solo ai ratti

ameriera, che indie

stupidità, che nessuna quantità di pro

una tonalità violacea, le la

assai accanto, i tacchi che risuonavano ritmicam

a un museo, pieno di mobili dorati che se

ragazza della mia età, con capelli scuri e o

La "cugina

coprendosi la bocca

È vero? Hai p

ata tintinnan

, ma non immaginavo che non poteste permettervi un

pietà, aspetta

ovi ricchi di Chicago

noleggiato un intero vagone ferroviario privato Pullman,

alla vecchia guardia, un livello di lusso

danno spiegazio

se un pezzo di arredam

to per conquistare," dissi sempli

spalle era pesante

, sentendo il bisogno di sfuggire

assi silenziosi sul tappeto felpato. Il suo viso era composto ora, un

"Siamo partite col piede sbagliato. Lascia che ti mostri

Ma ero stanca, e la t

doio lungo e scarsamente i

da dipinti di cacce violente

di quercia scura. Non aveva maniglia, solo una serratu

udine, indicando. "Vai. Fa

la maniglia della m

prì verso l'interno silenzios

a soglia, l'aria ca

di whisky costoso, olio per

i ospiti. Sembrava l'interno

scatto della porta che si chiu

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La pedina del Don, la vendetta di una regina
La pedina del Don, la vendetta di una regina
“Sono arrivata a Chicago come un agnello sacrificale, venduta al Don più spietato della città, Bronzo Moretti. Tutti nella sua tenuta mi trattavano come spazzatura. Sua madre mi chiamava "cortigiana", sua cugina mi rideva in faccia, e la sua ex, Rovo, cercava ogni occasione per ricordarmi che ero solo una povera ragazza di New York venuta per i soldi. Ma il vero inferno è scoppiato durante la cena di fidanzamento. Rovo, nel suo abito di smeraldo, ha deciso di umiliarmi pubblicamente. Mi ha invitata al pianoforte, convinta che una ragazza dei bassifondi non sapesse distinguere un Do da un Re, mentre la madre di Bronzo rideva dicendo che conoscevo solo i grilletti. Non sapevano che a New York la mia famiglia non usa i diamanti per i gioielli, ma per dare la mancia. Mi sono seduta e ho suonato *La Campanella* di Liszt con una violenza che ha ammutolito la sala. Il silenzio è stato rotto solo dall'arrivo di Marco Viti, uno dei Capo più letali dei Falcone, che si è inchinato a me con un rispetto riservato ai Padrini. In quel momento, ho visto lo sguardo di Bronzo cambiare. Non mi guardava più come un oggetto fastidioso. Mi guardava come un predatore che ha appena fiutato una preda pericolosa. Mi ha trascinata via dalla festa, bloccandomi in un vicolo buio, tremante di una gelosia possessiva che non riusciva a controllare. "Chi sei veramente?" Mi ha ringhiato contro, inchiodandomi con i suoi occhi neri che promettevano guerra. Pensavano di aver preso una pedina innocua per i loro giochi di potere. Stanno per scoprire che, a volte, l'agnello ha i denti molto più affilati del lupo.”