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La pedina del Don, la vendetta di una regina

Capitolo 2 2

Parole:971    |    Pubblicato il:13/02/2026

Br

ante nonostante il calore anestetizzante del whisky

sempre - ma il fetore della sua paura e del san

o abituato, l'odore del mi

silenzio. Avevo b

spettandomi l'oscurità fredda e st

l'aria

cintura prima ancora che la mia ment

o felpato, il predatore in me istantaneamen

agliava attraverso le pesanti tende per illumina

do

, inondò le mie vene. Una spi

he si stringeva sul grilletto, pronto a me

lo s

l profumo economico delle ragazze del club

ce, inebriante, in

mm

a vuota del mio petto, conge

n ricordo che avevo sepolto tre

si spezzò, dolo

a si girò nel sonno, i capelli che si river

la ragazza di Gia

lli. Avrei dovuto gettarla nel corridoio

, esausto e ubr

lando la violenza che ruggiva

ndo i vestiti in un mucchio, e

si mosse, cercando calore,

tirai più vicino. Il suo cor

io, l'oscurità non urlava. Chiu

porta suonaro

le del mattino era accecante, ma il

ai in

mia spalla, la mano aperta sul mio cuore. E il mio braccio era avv

. La spinsi via, il disgusto che si avvolgeva

i fare?" ruggii, m

, gli occhi che

ardo che scattava dal mio petto nudo alla

a stanza - le pareti scure, i mobili maschili,

così che Giavellotto fa affari? Mandando le sue don

lo per coprirsi il petto, l'espressione che passa

colpi erano cessati,

a la suite degli ospiti," disse

spro e crudele. "O hai visto un'opportu

i difese. Invece, un sorrisetto le toc

le. "Ma ciò che è più interessante, Don Bronzo, è che hai trovato un intruso nel tuo

ermente in ava

ato amore a

lpì un nervo che n

e la mascella, costringendola a g

'affetto, principessa. Se ti trovo di n

bruscamente. "Or

si avvolse il lenzuolo intorno co

quando emerse, era corazzata in u

o la porta,

o. Odiavo che mi avesse ingannato. Ma soprattutto, odia

aprì la pe

gioiosa anticipazione incollata sul viso, in atte

on sembrava spezzata.

na - un sorriso ch

e i denti. "Le tue disposizioni sono state... premurose. Bronzo ha insist

la mascella che cadeva mentre il

e risuonavano lungo il corridoio, las

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La pedina del Don, la vendetta di una regina
La pedina del Don, la vendetta di una regina
“Sono arrivata a Chicago come un agnello sacrificale, venduta al Don più spietato della città, Bronzo Moretti. Tutti nella sua tenuta mi trattavano come spazzatura. Sua madre mi chiamava "cortigiana", sua cugina mi rideva in faccia, e la sua ex, Rovo, cercava ogni occasione per ricordarmi che ero solo una povera ragazza di New York venuta per i soldi. Ma il vero inferno è scoppiato durante la cena di fidanzamento. Rovo, nel suo abito di smeraldo, ha deciso di umiliarmi pubblicamente. Mi ha invitata al pianoforte, convinta che una ragazza dei bassifondi non sapesse distinguere un Do da un Re, mentre la madre di Bronzo rideva dicendo che conoscevo solo i grilletti. Non sapevano che a New York la mia famiglia non usa i diamanti per i gioielli, ma per dare la mancia. Mi sono seduta e ho suonato *La Campanella* di Liszt con una violenza che ha ammutolito la sala. Il silenzio è stato rotto solo dall'arrivo di Marco Viti, uno dei Capo più letali dei Falcone, che si è inchinato a me con un rispetto riservato ai Padrini. In quel momento, ho visto lo sguardo di Bronzo cambiare. Non mi guardava più come un oggetto fastidioso. Mi guardava come un predatore che ha appena fiutato una preda pericolosa. Mi ha trascinata via dalla festa, bloccandomi in un vicolo buio, tremante di una gelosia possessiva che non riusciva a controllare. "Chi sei veramente?" Mi ha ringhiato contro, inchiodandomi con i suoi occhi neri che promettevano guerra. Pensavano di aver preso una pedina innocua per i loro giochi di potere. Stanno per scoprire che, a volte, l'agnello ha i denti molto più affilati del lupo.”