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La pedina del Don, la vendetta di una regina

Capitolo 3 3

Parole:1042    |    Pubblicato il:13/02/2026

Scin

bugia non durò. Si frantumò

a precedente gioiosa anticipazione che

eggiava sul soffitto a volta del corridoio. "Pensi che alla

nite di artigli curati, mi

ante porta di quercia dietro di me si spalancò con un

zo e

germente, la pelle segnata dalle deboli impr

re. Erano due schegge di ghiacci

stazza avrebbe dovuto essere in grado di fare, la mano che scattav

taneamente sostituita da una paura tremant

uo posto, cugina

tolio che raschiava contro i miei nervi. Le torse

porta? Se succede di nuovo, ti aiuterò persona

sul tappeto. Incudine indietreggiò carponi, pallida e tre

ronzo si volt

iconoscimento per la tregua che avevam

edda indifferenza, come se fossi un pezzo di

ua suite e sbatté la porta. La se

solo il carceriere che pretende

campo di battaglia

i mogano lucidato a specchio che rifletteva il

a conversazione

con un abito nero tagliente, legge

ssere solo sua madre, Edera. Aveva gli stessi occhi s

lata. "Le donne si alzano prima degli uomini. Una futura padrona qualificata s

lo, i miei moviment

un peso fisico, ma continuò a tagliare l

n modo uniforme. "Le nostre donne sono la gloria della famiglia, non le sue ser

morosamente sul piatto. Il suo

lente pi

sul tavolo. La violenza del movimento zittì sua m

iquido amaro che mi bruc

stosa pochette e tirò fuori una spessa mazzetta di

on un ton

i decenti. Smettila di indossare quegli stracci dei bassif

rano tanti - forse

ssere una fortuna. Ma per 'Leo', il designer segreto i cui abiti

i con una pietà che sapevo l'avr

dolcemente. "Ma preferisco il su misura. Una qu

balbettare nell'atrio, e usci

do. L'autista tenne la portiera aper

sigillandomi in una scatola profumat

uto iniziò a muoversi, lo mise in tasca e rivolse il suo s

cedine del sonno di prima, ora tagliente e imperiosa. "Una spia? Un

, ma mi rifiuta

to fatto da mio nonno e da te. Una tregua di tre mesi. Dopo di ch

rmi la mascella. Le sue dita erano forti, callose, costrin

ro inferiore con un tocco che era più una minaccia che una carezza. "Abbastanza lu

che martellava contro le costole - non per pa

a risata aspra, p

i davvero il

a nelle loro profondità. L'auto rallentò, fermandosi davanti a u

emo,"

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La pedina del Don, la vendetta di una regina
La pedina del Don, la vendetta di una regina
“Sono arrivata a Chicago come un agnello sacrificale, venduta al Don più spietato della città, Bronzo Moretti. Tutti nella sua tenuta mi trattavano come spazzatura. Sua madre mi chiamava "cortigiana", sua cugina mi rideva in faccia, e la sua ex, Rovo, cercava ogni occasione per ricordarmi che ero solo una povera ragazza di New York venuta per i soldi. Ma il vero inferno è scoppiato durante la cena di fidanzamento. Rovo, nel suo abito di smeraldo, ha deciso di umiliarmi pubblicamente. Mi ha invitata al pianoforte, convinta che una ragazza dei bassifondi non sapesse distinguere un Do da un Re, mentre la madre di Bronzo rideva dicendo che conoscevo solo i grilletti. Non sapevano che a New York la mia famiglia non usa i diamanti per i gioielli, ma per dare la mancia. Mi sono seduta e ho suonato *La Campanella* di Liszt con una violenza che ha ammutolito la sala. Il silenzio è stato rotto solo dall'arrivo di Marco Viti, uno dei Capo più letali dei Falcone, che si è inchinato a me con un rispetto riservato ai Padrini. In quel momento, ho visto lo sguardo di Bronzo cambiare. Non mi guardava più come un oggetto fastidioso. Mi guardava come un predatore che ha appena fiutato una preda pericolosa. Mi ha trascinata via dalla festa, bloccandomi in un vicolo buio, tremante di una gelosia possessiva che non riusciva a controllare. "Chi sei veramente?" Mi ha ringhiato contro, inchiodandomi con i suoi occhi neri che promettevano guerra. Pensavano di aver preso una pedina innocua per i loro giochi di potere. Stanno per scoprire che, a volte, l'agnello ha i denti molto più affilati del lupo.”