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La pedina del Don, la vendetta di una regina

Capitolo 8 8

Parole:893    |    Pubblicato il:13/02/2026

Scin

o che seguì la partenza di Marco Viti

polato contro le costole, non per l'adrenalina dell'esib

o, le dita che tremavano leggermente, solo per

brava s

a aver affilato i suoi spigoli, trasformandola da u

randomi completamente mentre si

champagne con una grazi

ne. Un uomo così affascinante, non è ve

sua maschera cosmetica che

a lo

ro più letali, da quello che dice mio padre - volasse

ivolò su di me allora

semplice. O forse, porta segreti che richiedono u

orno al ta

u di me, assottigliandosi con u

ato la sua mano

iano, così aveva deciso di dipinge

a perdonabile; essere un Topo - un

risp

po

bbe suonata solo come una bugia a persone c

do bruciare sul

di guardare per sa

nzioso, osservando lo scambio con l'immobilità

zandomi bruscamente. "Ho

ttai il

no seccamente contro il marmo, mettendo quanta p

appartato fuori da

o gelido di Chicago mi schiaffegg

l'odore del lago e dei gas di scarico, c

evo res

Rovo, lo sguardo dissezionante di Bro

avrebbero scoperto

moglie; sarei stata un osta

pevolezza mi corse

ai lent

ttraverso la distesa della sala da ballo c

osto, ma la sua presenza r

occati sui miei, strappando

sguardo, solo un calcolo

un enigma che intendeva

la gola, ma mi rifiut

sollevando il mento in

cuore, versandoci dentro ogni oncia del

di guerra meschino, ma sembrava l

rnai d

e scale di servizio all'

usione degli ospiti in partenz

mento, il cuore che martellava u

rada laterale f

lluminato da lampioni a gas tremolanti che proiett

attraverso il tessuto sottile del

strada disp

angolo, la sua luce "Libero" un

alla stazione de

marlo, il respiro che

se rallentare, le ombre vi

rmandosi in una silhouette imponente e dall

l'aria sembrò scen

di andare, p

intrisa di una calma mortale

mai di

a pozza di luce g

lo il suo abito nero che tirav

dda furia, la mascella tesa, gli oc

veva sol

va cac

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La pedina del Don, la vendetta di una regina
La pedina del Don, la vendetta di una regina
“Sono arrivata a Chicago come un agnello sacrificale, venduta al Don più spietato della città, Bronzo Moretti. Tutti nella sua tenuta mi trattavano come spazzatura. Sua madre mi chiamava "cortigiana", sua cugina mi rideva in faccia, e la sua ex, Rovo, cercava ogni occasione per ricordarmi che ero solo una povera ragazza di New York venuta per i soldi. Ma il vero inferno è scoppiato durante la cena di fidanzamento. Rovo, nel suo abito di smeraldo, ha deciso di umiliarmi pubblicamente. Mi ha invitata al pianoforte, convinta che una ragazza dei bassifondi non sapesse distinguere un Do da un Re, mentre la madre di Bronzo rideva dicendo che conoscevo solo i grilletti. Non sapevano che a New York la mia famiglia non usa i diamanti per i gioielli, ma per dare la mancia. Mi sono seduta e ho suonato *La Campanella* di Liszt con una violenza che ha ammutolito la sala. Il silenzio è stato rotto solo dall'arrivo di Marco Viti, uno dei Capo più letali dei Falcone, che si è inchinato a me con un rispetto riservato ai Padrini. In quel momento, ho visto lo sguardo di Bronzo cambiare. Non mi guardava più come un oggetto fastidioso. Mi guardava come un predatore che ha appena fiutato una preda pericolosa. Mi ha trascinata via dalla festa, bloccandomi in un vicolo buio, tremante di una gelosia possessiva che non riusciva a controllare. "Chi sei veramente?" Mi ha ringhiato contro, inchiodandomi con i suoi occhi neri che promettevano guerra. Pensavano di aver preso una pedina innocua per i loro giochi di potere. Stanno per scoprire che, a volte, l'agnello ha i denti molto più affilati del lupo.”