dal
scia persistente di spezie scure e note terrose. Il battito mi accelerò
ui", m
appoggiai una mano sul petto con l'intenzione di allontanarlo, m
del suo tocco fu una scossa elettrica che mi attraversò fino al basso ventre. Il respiro mi si fece
guardo mi accarezzò il viso, soffermandosi sulle la
più grandi del normale, fino quasi a inghiottire l'azzurro
ll'incavo del mio collo, sfiorandomi l
bia bisogno d
asse. Fu un bacio feroce, disperato, carico di una fame che mi tolse il
uto. Ma quando la sua lingua mi dischiuse le labbra, le ginocchia mi cedettero. Mi aggrap
e, svuotandomi la mente e i polmoni
sentendo i muscoli contrarsi sotto il mio tocco. La presa su
iecamente, senza mai staccarci, finché il retro delle mie ginocchia non urtò contro il letto king-
ò, strattonandom
bottoni finché non riuscii
, mentre mi abbassava l
io inarcai la schi
nsinuandosi sotto la cintura dei pantaloni
do le dita tra i suoi capell
antaloni e slip lungo le gambe, per poi d
ronta", mormorò
tre si slacciava freneticamente la cintura e abbassava la
mie gambe e io mi co
i me, e io gli piantai
afferrò saldamente i fianchi mentre i nostri corpi iniziavano a muov
e", ringhiò col fiat
umularsi al centro di me. Lui cambiò l'angolazione dei
andro", ansimai, graf
fecero ancora più frenetiche. Mi aggrappai alle
do il controllo del r
mo grido, andai in pezzi, travolta da ondate di pia
intensità cominciava a scemare, che l
andò in tilt. Caterina?!
uovendosi dentro di me. Il mio corpo iper-stimolato reagì nono
gutturale. Il suo corpo fu scosso dai tremiti del piacere, innescando in
morsi. Alessandro aveva pronunciato il nome di un'altra donna m
n la mente che girava a mille. Chi era Caterina? Lavorava anche lei per lui, o era solo l'enn
to nel sonno, riempiva la stanza mentre io raccoglievo i vestiti sparsi a terra. Certo, era svenuto. Tipico. Almen
apelli, fino a poco prima perfettamente lisci, ora sembravano un nido d
di di non divulgazione nel cassetto della mia scrivania — tutte
sandro significava anche ripulire i suoi casini e ordinare fiori e regali di "scuse" per la sfilata di mod
ora sveglio. Scorsi la rubrica fino a trovare il numero del dottor Parisi. Il mio pollice esi
a." Mantenni un tono fermo e professionale. "Sono M
o stavolta?", so
to in questo stato quando sono passata a consegnargli dei documenti urgen
ogh
e. Adesso d
tra venti
hiusi la chiamata e mi inf
materasso sfatto come una statua greca caduta dal piedistal
l comodino si era spostato di una spanna verso sinistra. Un vaso decorat
o. Le dita mi tremavano mentre cercavo frettolosamente di rimboccargli la camicia e richiudere i pantaloni. La cintura si ri
dolò di lato. "Mm
forza del necessario. "Sì, sì.
Merda. Il dottor Pa
o — nient'altro sembrava palesemente fuori posto. Afferrai un cuscino e glielo incastra
elto, con la borsa medica in mano
i un cenno in direzione di Alessandro. "L'ho trovato in q
letto, tastando il polso del mio capo
é." L'eufemismo del secolo. "Pupille dilat
tro una piccola torcia. "Probabilmente qualche droga sinteti
la sicurezza? O
ò fuori uno sfigmomanometro per la pressione. "Dovrebbe anda
a borsa. "Certo. La
porte metalliche appariva quasi ricomposto, se non f
so non appena uscii per chiamare un taxi. Avevo
to?", chiese
o nello specchietto retrovisore. "Scusi. All'incrocio
come avrei mai potuto guardare in faccia Alessandro l'indomani. Si sar
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