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Troppo Tardi Per Rimpiangere: La Vera Salvatrice

Capitolo 7 

Parole:890    |    Pubblicato il:16/09/2026

eraphina

o di sopra si era

rdini per il gran finale, con gli occhi riv

ero in

i loro, nel seminte

vecchia e del pungente odo

to di cemento c'era u

accanto alla pesa

ra si stava arrotolando metodicamente le ma

gabello di legno nell'angolo,

attorcigliava attorno alle sue parole. «Per il furto. Per

n gin

tte a un tubo dell'acqua fredda che corr

mida. Il costoso abito nero era stato

a cinghia di c

tro di lui, sbirci

li occhi che brillavano

nte», disse con voce acuta ed esigent

mò e si volt

nò con voce piatta. «È una cosa

mise il broncio lei, i

le ordinò. «Tapp

di proteggere l

scorticarmi la pe

ò dietr

impl

pi

ronte contro la condensa sul

n

ntro la mia pelle co

lle mie spalle, inca

u

r

un r

co. Pr

profess

non lo faceva per rabbi

deva la co

non riuscivo più a dist

muro di fuoco che m

i fianchi. Sentii il leggero *plip-plip

a sentire il sapore di r

o loro questa

rsi. Pensai al biglietto per Lo

he decollava, ai m

e che sembravano

anta

qua

si f

fannosamente

adere la

ento con un ton

e spolverando la cenere dai pantaloni.

llo dalla cintura e

i all'

non mi

emente il pavi

rradiava dalla colonna vertebr

sopra di me p

ento, credetti di vedere de

ola sospesa come se vol

l suo nome dalla port

o? Stanno iniziando i

la mano a

disse con voce p

e andò senza gu

di metallo si chi

ò con un clic fina

ola a

nuo

lungo, tremando

e l'oscurità

n lo

cosa che non potevano strapparmi a suon

no all'angolo in cui erano te

tro soldi che le guardie di mio padre

cito nella cassetta

versai la vodka sulla m

a. Un suono primordiale e animale che

ago con di

o a raggiun

i quello

mioscurità, con le mani tremanti e un cuore

o mi vibrò

ermo che illuminava il

ggio da

una

sotto l'esplosione d

va bac

mio*, diceva

lo sc

ovai g

vai tri

rovai

pavimento di cemento, spazzato via insiem

lai la

a il te

mento freddo, con l'ago

più aspett

tando la mi

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Troppo Tardi Per Rimpiangere: La Vera Salvatrice
Troppo Tardi Per Rimpiangere: La Vera Salvatrice
“Ero la figlia invisibile di un boss della mafia, tenuta in vita solo come banca di organi di riserva per mia sorella Isabella. Quando ho salvato la vita al crudele capo Dante Moretti mentre era cieco, Isabella ha rubato la mia identità, la mia voce e il mio profumo. Lui le ha creduto ciecamente e ha scelto di sposarla. Durante un incidente, ha fatto scudo a lei lasciando che un'insegna di metallo mi schiacciasse la gamba. In ospedale, mi ha costretta a mangiare crostacei a cui ero letalmente allergica, solo per compiacere i capricci di mia sorella. «Lo mangerai, consideralo una disciplina per il tuo atteggiamento.» Mi ha persino frustata a sangue in una cantina, accusandomi di aver rubato il braccialetto che io stessa avevo intrecciato per lui nel buio. Fino a lasciarmi a morire intrappolata in un'auto in fiamme durante un'imboscata, scappando via con lei tra le braccia. Nella mia vita passata, avevo pianto, supplicato e cercato disperatamente di dirgli la verità. Ma per tutta risposta, mi avevano zittita su un tavolo operatorio, asportandomi un rene a sangue freddo affinché la sua amata potesse vivere. Riaprendo gli occhi un anno prima della mia esecuzione programmata, il mio cuore sanguinante si è trasformato in ghiaccio. Questa volta non supplicherò. Ho firmato i documenti per rinunciare al mio cognome, gli ho lasciato le registrazioni della verità come regalo di nozze e ho preso un biglietto di sola andata per l'Australia. Questa volta, vivrò per me stessa.”