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Troppo Tardi Per Rimpiangere La Vera Compagna

Capitolo 3 

Parole:834    |    Pubblicato il:17/09/2026

di J

tanza d'ospedale. Mi portarono ne

Luna d'Argento appesi alle pareti. Ma ora era allestita come uno studio.

amice da ospedale azzurro chiaro che la faceva sembrare fragile e angelica.

, indicando il pavimento acca

forza il legno lucido. Il mio fianco sbatté contr

o?», chiesi, gua

occhi erano gelidi. «Il branco deve sapere la verit

con la mano posata in modo protettivo sulla

al branco che hai cercato di rovinare il Muro

dissi, con la

Se non lo fai, ti dichiarerò una Rogue all'istante. Ti esilierò. Morirai da sola nei boschi, braccata

ndata perduta per sempre, priva di legame con le terre del branco. Morire come mem

!», gridò

Axel. La Voce dell'Alp

chio. Mi sentivo picc

ion

istante. Guardò nella telecamera con

zione. «Vengo a voi con il cuore pesante. Oggi abbiamo trovato un difett

zoomò sul mio viso. Sapevo di sembrare un mostro

continuò Kyleigh, «

tto con lo stivale. Un

ecamera. Vidi il mio riflesso. Vid

voce si incrinò

te», rin

aboccavano. «Ho modificato i numeri. Volevo rovinare i

ti scorrere sullo sche

ditr

essere giu

la tiene ancor

o di s

a era una

ccarezzò la testa, come si farebbe con un cane. «Io ti perdono. Il branco t

suss

mano volò al petto, la schiena che si in

izzava dalla bocca sul pavimento lucido. «B

nciarono a suonare all'impazzata. La sua pelle ass

», ruggì Axel, afferrandola men

o. «I suoi livelli di Essenza sono a zero. Se n

in preda a un terrore autentico. «Prendetelo», gorgogliò, puntan

le guardie. I suoi oc

ticatevi della preparazione. Dimenticatevi delle sc

i me stessa, sentii un mutamento.

ta repressa così a lungo, lanciò un lungo e lugub

il si

curità più profonda della mia anima. Aveva reciso il

avvero Se

ia!», gridò

n guardai Axel. Non guardai i miei genitori. Mi limitai a fi

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Troppo Tardi Per Rimpiangere La Vera Compagna
Troppo Tardi Per Rimpiangere La Vera Compagna
“Mia sorella gemella era l'amata futura Luna del branco, mentre io ero trattata da tutti come un'Omega inutile e "Senza Lupo". Quando il suo nucleo di lupo si lacerò, Axel, l'Alpha Supremo e l'uomo che amavo in segreto da tutta la vita, usò il suo Comando per costringermi a donarle il mio rene. Cercai disperatamente di dirgli che cinque anni prima avevo già donato segretamente l'altro rene a nostro padre, un sacrificio vitale di cui mia sorella si era presa il merito. Cercai di spiegargli che lei mi avvelenava da dieci anni per sopprimere la mia vera natura. Ma Axel mi sbatté in faccia delle cartelle cliniche false e, insieme ai miei stessi genitori, mi diede della bugiarda egoista. Fui squarciata viva con bisturi d'argento. A causa del veleno nel mio sangue l'anestesia fallì, e morii tra atroci sofferenze su quel tavolo operatorio, sentendo l'uomo che amavo definirmi melodrammatica. Solo quando il mio cuore si fermò, l'effetto delle droghe che mascheravano il mio odore svanì. Fluttuando come spirito, vidi il chirurgo estrarre il mio unico organo annerito e urlare terrorizzata. «Ne aveva solo uno! L'abbiamo appena uccisa!» In quel momento, Axel sentì finalmente il mio vero profumo di pioggia e pino, realizzando di aver appena massacrato la sua vera compagna predestinata, il leggendario Lupo Bianco, per salvare una traditrice. Cadde in ginocchio in una pozza del mio sangue, squarciandosi il petto e implorando il mio spirito di tornare da lui per poter rimediare. Ma io lo guardai dall'alto, gli voltai le spalle ed entrai nella luce argentea. Questa volta, scelsi di lasciarlo al suo inferno.”