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Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata

Capitolo 6 

Parole:596    |    Pubblicato il:17/09/2026

i Ser

i. Tutto il resto — ogni libro, ogni ninnolo, ogni capo di abbigliamento che Dante mi avesse mai comprato — lo sistemai in scatoloni. Chiamai un'impr

resto. Mi trovò nella mia stanza, che era già stata completamente svuotata, con un aspet

areti spoglie, con un lampo di qualcosa di ind

questo?

con voce ferma. «Sto donando

Sembrava distratto, con una profon

o è stasera», disse. Non era u

«Ci sarò. Per dare

ntendessi un addio alla mia infanzia, al mio posto come sua

disse prima di voltarsi e

rrideva, una vista rara e preziosa. Dante che dormiva sulla poltrona del suo studio. Dante di s

della foto del fidanzamento. Dante in piedi accanto a Isabella, una corona sul capo e un estr

na semplice dedica: Che il

chiudere

o compleanno, la notte prima della

rcò barcollando la soglia in cui non entrava da anni. I suoi occhi erano sf

icò, allungando le

i gelò. Pensav

raccia, con una presa disperata. Nascose il vi

e densa d'angoscia. «Perché n

ci accarezzarono i miei zigomi, il fantasma di una tenerezza

mi b

n bacio nato dall'odio verso se stesso e dal rimpianto. Aveva il sapore di un liqu

vano mai dalle mie. Fu una violazione. Un atto di profanazione sull'altare del mio amore morto. E per tu

abe

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Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata
Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata
“Quando avevo otto anni, Dante Moretti mi tirò fuori dall'incendio che uccise la mia famiglia. Per dieci anni, il potente boss del crimine fu il mio protettore e il mio dio. Ma tutto crollò il giorno in cui portò a casa la sua nuova fidanzata per unire due imperi criminali. Davanti a tutti i suoi uomini, lei mi strinse al collo un vistoso collare di metallo a buon mercato. «Ogni animale domestico dovrebbe avere un collare.» Dante sapeva benissimo che ero gravemente allergica a quel metallo. Eppure, incrociò il mio sguardo implorante con occhi freddi e vuoti. «Prendilo.» Il collare mi bruciava la pelle riempiendola di vesciche, ma lui non mosse un dito. Quella notte, chiusa nella mia stanza, dovetti persino ascoltare le risate e i gemiti di lei provenire dal suo letto attraverso la parete. Non capivo. Non riuscivo a capire come l'uomo che un tempo mi faceva da scudo con il proprio corpo potesse ora permettere a un'estranea di umiliarmi e torturarmi in quel modo. Fino a quando non compresi la crudele verità: la sua protezione non era mai stata amore. Io non ero la sua famiglia, ero solo una sua proprietà da scartare. Il mio amore decennale si trasformò in cenere. Così, il giorno del suo compleanno, mentre lui celebrava la sua nuova regina, tagliai i miei capelli, distrussi ogni suo regalo e salii su un jet privato. Ad aspettarmi c'era il mio vero padre: il suo peggior nemico.”