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Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata

Capitolo 5 

Parole:684    |    Pubblicato il:17/09/2026

i Ser

come il piombo, sentii la voce di Isabella sal

Dante. È stato per via di quel

iente da tagliare il vetro. «È un'adult

estire. L'ultima brace tremolante di speranza dentro di me s

er celebrare l'alleanza con i Vescovi. Fui costretta a partecipare. Uno dei vecchi capi di Dante, un uomo che mi

uto, Don», disse a Dante,

a stanza con lo sguardo. «Ormai è un'adulta», disse, con la voce che risuonò n

. Sentii immediatamente il mutamento nella stanza. Gli sguardi che si posarono su di me non erano più rispettosi o caut

raccia nella classica presa da sposa. Non sembrava arrabbiato né infastidito. Sembrava un re che reclama il suo premio, con negli occhi un fuoco po

te. Si voltò verso di me. «Una volta fece giustiziare tre uomini solo per averti fischia

nsai, con il cuore ridotto a un

e finestre. Guardai Dante scortare Isabella alla loro auto, tenendo un grande ombrell

ta dal tuono. Mi aveva trovata rannicchiata nel corridoio e mi aveva riaccompagnata nella

rà sempre per te, F

ico, senza un ombrello e senza nessuno ad aspettarmi. Guardai

o profondo e ci cam

iati al cranio e inzuppò il vestito in pochi secondi. Non corsi. Camminai, lasciando che la

sul costoso tappeto, il mio telefono vibrò con la

no del compleanno di Dante Moretti. Ti aspetterem

ossi. M

uggì dalle labbra. Era re

orno in cui finalmente sarei fuggita dal suo. La mia rinascita sarebbe stata la

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Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata
Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata
“Quando avevo otto anni, Dante Moretti mi tirò fuori dall'incendio che uccise la mia famiglia. Per dieci anni, il potente boss del crimine fu il mio protettore e il mio dio. Ma tutto crollò il giorno in cui portò a casa la sua nuova fidanzata per unire due imperi criminali. Davanti a tutti i suoi uomini, lei mi strinse al collo un vistoso collare di metallo a buon mercato. «Ogni animale domestico dovrebbe avere un collare.» Dante sapeva benissimo che ero gravemente allergica a quel metallo. Eppure, incrociò il mio sguardo implorante con occhi freddi e vuoti. «Prendilo.» Il collare mi bruciava la pelle riempiendola di vesciche, ma lui non mosse un dito. Quella notte, chiusa nella mia stanza, dovetti persino ascoltare le risate e i gemiti di lei provenire dal suo letto attraverso la parete. Non capivo. Non riuscivo a capire come l'uomo che un tempo mi faceva da scudo con il proprio corpo potesse ora permettere a un'estranea di umiliarmi e torturarmi in quel modo. Fino a quando non compresi la crudele verità: la sua protezione non era mai stata amore. Io non ero la sua famiglia, ero solo una sua proprietà da scartare. Il mio amore decennale si trasformò in cenere. Così, il giorno del suo compleanno, mentre lui celebrava la sua nuova regina, tagliai i miei capelli, distrussi ogni suo regalo e salii su un jet privato. Ad aspettarmi c'era il mio vero padre: il suo peggior nemico.”