icon 0
icon RICARICA
rightIcon
icon Cronologia di lettura
rightIcon
icon Esci
rightIcon
icon Scarica l’app
rightIcon

La Vera Erede E La Sua Vendetta

Capitolo 2 

Parole:642    |    Pubblicato il:17/09/2026

ollevato nulla di più pesante di una carta Centu

lo schiocco del suo palmo contro la mia guanc

accecante, un calore acuto e bruciante c

i tomba calò

atamente affascinanti le piastrelle del pavimento. Sapevano co

apore del r

tò Lola, con il viso strav

a mi spaventi? Sei una cameriera osannata che

l telefono c

se, con la voce che saliva fino a diventare uno str

ale della reception, verso le guardi

e il mio fidanzato

ermo a pochi cen

sazione di mes

cio presto. Seraphina ha fatto di nuovo

on la licenzi e

cui non voglio occuparmi. È utile, come una cucitrice. Ma dio, mi annoia a mo

quelle

na cuci

te anni a ripulir

timafia RICO. Avevo negoziato con sindacati corrotti per far continuare a viaggiare

o materiale d

a e piena di speranza che avevo nutrito fin dall'u

nere fredd

no. «Ti tiene nei paraggi perché sei un

rima avevo aiutato a ottenere il congedo di matern

astanza forte da farsi sentire fino all'ultima fila. «È quasi t

foni erano puntati su di me, immortalando l

on un dito curato. «Buttate fuori questa spazz

fecero avanti

usando il falso cognome che usavo a

Pulsava al ritmo del

dai

ssaggi siano veri, Lola

che son

masto seduto fuori dalla mia stanza del dormitorio per tre settimane a suppli

l college la gente fa esperimenti. È cresciuto. Ha capi

gina»,

onale finché non riuscii a sentire il suo cost

Apri l’app e riscatta il tuo bonus

Apri
La Vera Erede E La Sua Vendetta
La Vera Erede E La Sua Vendetta
“Per sette anni ho nascosto la mia vera identità di erede del Capo dei Capi, lavorando come una semplice segretaria per mettere alla prova l'uomo che amavo. Ma la sera in cui avremmo dovuto festeggiare, un enorme cartellone digitale a Times Square mi gelò il sangue: Dante annunciava al mondo il suo fidanzamento con Lola, una cameriera. Quando lo affrontai nell'atrio della sua azienda, Lola mi prese a schiaffi davanti a tutto il personale e distrusse il medaglione di mia madre defunta sotto il suo tacco a spillo. Dante non mi difese, anzi, mi guardò con freddo disprezzo. «Sei utile, come una cucitrice, ma a un Re serve una Regina. Puoi restare come mia amante, se vuoi tenerti il lavoro.» Credeva che fossi una nullità, un mulo da soma da usare per sistemare i suoi registri contabili e poi gettare via come spazzatura. Non aveva capito che l'unica ragione per cui non si trovava in una prigione federale, o in fondo a un fiume, ero io. Mi pulii il sangue dal labbro spaccato, ignorai le loro risate di scherno ed estrassi il mio telefono satellitare criptato. Lo guardai dritto negli occhi mentre la linea si agganciava. «Il patto è nullo, papà. Bruciali tutti.» Dieci minuti dopo, le porte a vetri andarono in frantumi sotto il rombo degli elicotteri militari di mio padre che scendevano in strada.”