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La Vera Erede E La Sua Vendetta

Capitolo 5 

Parole:879    |    Pubblicato il:17/09/2026

tà fu soffocato dal rombo a

e nere accostarono al marciapiede con precision

e dall'aut

le, tagliato su misura per nascondere i suoi difetti e accentuare il suo potere. Aveva i capel

dendo. Sembrava un conquistatore c

spintonando via i pochi pap

che squarciò l'aria. Mi lasciò lì

e! Te

a le braccia. La fece girare su se stessa, ridendo.

ale, assicurandosi che le telecamer

va nella hall, con Lola appesa al suo braccio come un cion

va guardata mentre venivo picchiata, si scambiò o

zioni, sign

llissim

olandosi nell'adorazione. Al

o un bonus di cinquemila dollari per ogni d

a. Lo adoravano. Era gen

n imp

rpo mi doleva a ogni respiro. Il labbro era decisamen

a d'argento. Una cerniera piegata. Un frammento della foto:

to contro. Ora era al sicuro tra le braccia d

igliò. Seguì

i capelli arruffati, sanguinan

cercando di inqua

mento lo colpì co

ogni colore. Aprì la bocca,

di Lola come se lei avesse

ina?»,

personale guardava alternativamente la co

ai in

a. Mi pulii il sangue dal labbro con il do

Dante»,

co cominciava a incrinare il suo autocontroll

i ho visto il carte

suss

o verso di me con le mani alzate in un gesto pacificatore. «S

ante e affondando le unghie nel suo completo. «È entrata qui comportando

alcuna ferita, ma si lament

o me. Vide il sangue sul mio v

mente cosa fo

chi. Soppesò me — l'utile e noiosa segretaria

a sua

e indossò la sua ma

Non saresti dovuta venire qui. Sei ub

rr

o di una donna che aveva appena reali

ro?»,

ativo. «Vai a casa. Parleremo de

ssordante. Le pareti di vetro della hal

imponente elicottero militare nero scendeva proprio s

ccava uno stemma. Un leone dorato

ma dei

Le ginocchia gli tremarono

voce sovrastava il rombo dei rotori. «Non

ono spalancate dalla vi

ra affiancato da dieci soldati c

edevo s

ermò al centro della stanza

me. Vide

toccata?

ortava con sé il peso di un

r aver colpito un Viti

dde in g

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La Vera Erede E La Sua Vendetta
La Vera Erede E La Sua Vendetta
“Per sette anni ho nascosto la mia vera identità di erede del Capo dei Capi, lavorando come una semplice segretaria per mettere alla prova l'uomo che amavo. Ma la sera in cui avremmo dovuto festeggiare, un enorme cartellone digitale a Times Square mi gelò il sangue: Dante annunciava al mondo il suo fidanzamento con Lola, una cameriera. Quando lo affrontai nell'atrio della sua azienda, Lola mi prese a schiaffi davanti a tutto il personale e distrusse il medaglione di mia madre defunta sotto il suo tacco a spillo. Dante non mi difese, anzi, mi guardò con freddo disprezzo. «Sei utile, come una cucitrice, ma a un Re serve una Regina. Puoi restare come mia amante, se vuoi tenerti il lavoro.» Credeva che fossi una nullità, un mulo da soma da usare per sistemare i suoi registri contabili e poi gettare via come spazzatura. Non aveva capito che l'unica ragione per cui non si trovava in una prigione federale, o in fondo a un fiume, ero io. Mi pulii il sangue dal labbro spaccato, ignorai le loro risate di scherno ed estrassi il mio telefono satellitare criptato. Lo guardai dritto negli occhi mentre la linea si agganciava. «Il patto è nullo, papà. Bruciali tutti.» Dieci minuti dopo, le porte a vetri andarono in frantumi sotto il rombo degli elicotteri militari di mio padre che scendevano in strada.”