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La Vera Erede E La Sua Vendetta

Capitolo 4 

Parole:513    |    Pubblicato il:17/09/2026

vibrare dentro la borsa, che era stat

o col polso verso

ico telefono nero e lo

rmo, arricciando il

», la derise. «Oooh. La ragazzina sta p

soffitto. Il freddo del marmo mi penetrava nelle o

e risuonava strana alle mie s

io? Bene. Gli dirò di venire a

llo schermo e premette i

iglia è una stalker psicopatica. Devi venire a prenderla prima che

dall'al

nzio pesante e soffocante di un predatore

un

RA

di cristallo pesante che andav

par

una violenza repressa che fece calare l

Era troppo inebriata dal

e maniere a tua figlia. Si sta rendendo ridicola. Dille di stare lont

» chiese

semplice, priv

e una lezione. L'ho sistemata un po'. Le

cata», rip

da. Era la conferma d

. Che cosa hai intenzione di

a», ordin

ò il telefono verso la mia faccia, come

ole dirti

la plast

, suss

voce si incrinò, solo per una frazion

. «L'hanno

ro capo del filo. Sembrav

o», disse mio pa

nel mio petto, scio

tutti»,

tanza», disse. «Resta giù

nea c

terra, frantumandolo accanto ai

, borbottò. «Tale p

i occhi e

l brusio del traffico cittadino

Thwup.

te, un cuore pulsante d'

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La Vera Erede E La Sua Vendetta
La Vera Erede E La Sua Vendetta
“Per sette anni ho nascosto la mia vera identità di erede del Capo dei Capi, lavorando come una semplice segretaria per mettere alla prova l'uomo che amavo. Ma la sera in cui avremmo dovuto festeggiare, un enorme cartellone digitale a Times Square mi gelò il sangue: Dante annunciava al mondo il suo fidanzamento con Lola, una cameriera. Quando lo affrontai nell'atrio della sua azienda, Lola mi prese a schiaffi davanti a tutto il personale e distrusse il medaglione di mia madre defunta sotto il suo tacco a spillo. Dante non mi difese, anzi, mi guardò con freddo disprezzo. «Sei utile, come una cucitrice, ma a un Re serve una Regina. Puoi restare come mia amante, se vuoi tenerti il lavoro.» Credeva che fossi una nullità, un mulo da soma da usare per sistemare i suoi registri contabili e poi gettare via come spazzatura. Non aveva capito che l'unica ragione per cui non si trovava in una prigione federale, o in fondo a un fiume, ero io. Mi pulii il sangue dal labbro spaccato, ignorai le loro risate di scherno ed estrassi il mio telefono satellitare criptato. Lo guardai dritto negli occhi mentre la linea si agganciava. «Il patto è nullo, papà. Bruciali tutti.» Dieci minuti dopo, le porte a vetri andarono in frantumi sotto il rombo degli elicotteri militari di mio padre che scendevano in strada.”