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Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa

Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa

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Capitolo 2 

Parole:730    |    Pubblicato il:18/09/2026

colazione. Era il suo tipico sorriso da politico:

disse. Fece scivolare una sca

ondò prima ancora che la aprissi. E

, anche se non feci alcu

e controllando l'orologio. «Il gioiellie

costoso, fresco e pulito, ma mascherava a malapena la nota d

ione», disse. «Vengo a

be

a guardai la sua Ferrari uscire dal vialetto, aspetta

udonimo. Era la mia via di fuga. Nelle mie storie, le eroine avevano sempre uomini disposti

a mi rendevo conto che stavo scrivendo di

ii Instagram, andando dri

o visto sul cellulare us

ra Mia. Il suo pro

imbronciate e tanta pelle in mostra. Lavorava in un

le sue

tre ore prima. La didascal

a un orologio identico al Patek Philippe di

blo

osa. Taglio ovale

mio a

che quello per la moglie è solo

bruciò ne

. Aveva dato l'originale alla sua amante e aveva intenzio

e lo salvai in una

i buon umore, tamburellava con le dita sul vo

uardia giurata ci fece un cenno

retro. Sembrava nervoso, con un velo di su

llo», disse, inchinandosi legg

la sul bancone d

to le luci alogene. Sembrava esa

eggermente tremante. «Proviene dalla miniera di Ar

. Mi prese la

egina», disse

i. Guarda

bellissi

ne», disse Dante, in

sse indossando il suo in quel momento.

, dissi. La mia

te. «C'è qualcosa che non

dissi, forzando un sorriso ti

se stringendomi la mano

ce ne a

anello sul dito. Sembrava p

a dovremmo uscire. Luca dà una festicc

oom. Dove l

amante. Voleva ostentarmi davanti a lei mentre

era sbal

. «Mi farebbe

do. Pensava che fossi la principessa s

fonata. Non sapeva che ogni respiro ch

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Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa
Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa
“Mancavano tre giorni al mio matrimonio con l'erede della famiglia Fazio, quando trovai il suo telefono usa e getta. Lo sbloccai e vidi la foto della sua amante stesa tra le nostre lenzuola, con al dito il mio vero anello di fidanzamento da cinque carati. Il messaggio di lei diceva: "La tua futura moglie è solo una statua noiosa." Per otto anni avevo interpretato il ruolo della perfetta e obbediente Principessa della Mafia, credendo che lui fosse il mio eroe. Ma lui mi aveva solo umiliata. Aveva difeso la sua amante davanti ai suoi uomini, l'aveva portata nel nostro letto e le aveva persino regalato il sacro bracciale di smeraldi della matriarca. Aveva pianificato di mettermi al dito un falso pezzo di vetro all'altare, tenendomi in gabbia solo per sfruttare il potere e i territori di mio padre, per poi deridermi alle mie spalle. Non versai una sola lacrima, né feci scenate. Provai solo un freddo, assoluto disgusto per l'uomo che credeva fossi una pedina debole e stupida, facile da manipolare e calpestare in silenzio. Così, la notte prima delle nozze, inviai l'intero archivio dei suoi crimini finanziari all'FBI e alla Commissione. Poi, composi il numero di Enzo Moretti, il Don rivale che tutti chiamavano il Diavolo. "Il matrimonio è saltato," sussurrai nel buio. "Voglio un'alleanza con te. Distruggiamolo."”