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La moglie indesiderata se ne va libera

Capitolo 7 

Parole:841    |    Pubblicato il:21/09/2026

camera da letto. Faith sedeva accanto al finestrino sinistro, la spalla premuta contro il vetro freddo, e guardav

tra loro simile a un muro di confine. Si era allentato la cravatta: seta, Hermès, il motivo che le

dei due

a i furgoni delle consegne, con i soffi di respiro visibili nell'aria fredda. Il ciclista portava uno zaino con una

perato quel li

liò il ronzio del moto

cominciò. «C'è un accordo. La sua carriera, certe t

un tradimento? Non era un altro modo per ricordarmi

e. È esattamente per questo che non ho mai...» Si trattenne. «C

quando ho trovato i gioielli di un'altra donna nella tua scrivania, non ti sei nemmeno preso il disturbo di mentire in modo co

o accanto a lei: ancora affascinante, sempre affascinante, il volto che

on il tono che usava nei primi anni, quando condividevano ancora il letto.

on avevi voglia di presenziare. Ho imparato a leggere i bilanci perché ti rifiutavi di spiegare da dove arrivassero i nostri soldi.» Incontrò i suoi

cambiò. L'

nse attorno al polso di lei: dura, improvvisa, la presa di

hi

hi

il pollice di lui, rapido come quello di una lepre. «C'è qualcuno. Ci dev'essere. Non faresti...» Si f

va contro la pelle, lo stemma di famiglia che un tempo tracciava nei

sci

il su

'è mai stato. È stato questo il tuo errore, Branson. Pensavi che avessi bisogno che qualcun

vrebbe lasciata, che avrebbe trascinato quello scontro sul piano fisico

segno, vide. Non ancora. Ma sarebbero fioriti più tar

sto potere, tutti questi soldi, e sei terrorizzato all'idea di essere solo.

sità di una torta nuziale, tra colonne, gradinate e l'incessante viavai di pers

ati», annunc

a a cui non sapeva dare un nome. Spinse la portiera e uscì nella luce invernale, verso i

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La moglie indesiderata se ne va libera
La moglie indesiderata se ne va libera
“Per quattordici anni sono stata la perfetta signora Jarvis. Un trofeo obbediente, plasmata da una famiglia di miliardari che mi aveva raccolta orfana a diciassette anni. Fino a quando ho visto il volto di mio marito su un maxischermo di Wall Street, abbracciato a una giovane attrice. Non era la prima volta. Settimane prima avevo trovato il braccialetto di un'altra donna nel suo studio. Branson pensava che non mi importasse. Credeva che i diamanti da cinque carati, l'attico sulla Fifth Avenue e la mia totale dipendenza economica comprassero la mia cecità. Ho sopportato per anni gli insulti di sua madre, il suo gelo dopo i miei aborti e le sue continue assenze notturne. Mi aveva persino definita "un animaletto da poco, ma ammaestrabile", convinto che fossi troppo terrorizzata per sopravvivere senza il suo denaro. Quando mi sono presentata nel suo ufficio per chiedere il divorzio, ha riso. Ha cercato di liquidarmi con un libretto degli assegni, urlando che non avevo competenze, né famiglia, né un posto dove andare. Non riusciva a concepire che volessi rinunciare a tutto il suo impero pur di liberarmi di lui. Ma non ero più la ragazzina spaventata che aveva addestrato. «Firma l'accordo a risarcimento zero, Branson. O consegnerò queste tue analisi finanziarie al fondo speculativo che non aspetta altro per distruggerti.» Ho lasciato sul tavolo i suoi gioielli, la sua alta moda e il suo cognome. Ho preso solo il mio vecchio borsone di tela e ho scelto, finalmente, di vivere per me stessa.”