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"Emilia, la funzione sta per iniziare. Davvero Daniel non è ancora arrivato?" gridò qualcuno.
Avvolta in un sobrio vestito nero, Emilia Moore sedeva dinanzi al feretro della madre all'interno della chiesa, mentre i fari spogli del soffitto illuminavano il suo volto già esangue, conferendogli un aspetto spettrale.
Diede un'occhiata al telefono che aveva la batteria quasi scarica e osservò la chiamata che aveva fatto a Daniel Wright, suo marito da ormai tre anni, senza risposta.
Ora che sua madre non c'era più, Emilia, incinta di sette mesi, aveva passato l'ultima settimana a occuparsi da sola di ogni dettaglio del funerale. Suo marito non si era fatto vivo nemmeno una volta.
Il lavoro lo assorbiva sempre del tutto, e lei aveva sempre cercato di essere paziente e comprensiva.
Pur volendo continuare a credere in lui, continuava a ripetersi che doveva essere semplicemente sommerso dalle responsabilità.
"Sicuramente sarà impegnato. Probabilmente non riuscirà a venire," sussurrò, mentre le lacrime le scivolavano sul viso. Poi si tirò lentamente in piedi nonostante il peso del ventre ormai ingrossato e aggiunse con voce roca e tremante: "Cominciamo la funzione."
Al suo fianco, sua zia, Lynda Moore, parlò con aperto disprezzo. "Emilia, quanto potrà mai essere impegnato Daniel? È passata una settimana intera e non si è presentato nemmeno una volta. È come se tua madre per lui non contasse assolutamente nulla."
Kimberly Moore, la figlia di Lynda, si lasciò sfuggire una risata derisoria. "Mamma, ti sbagli. Non è che della madre di Emilia non gli importi: non gli importa proprio di lei. E il bambino che porta in grembo? Ovviamente nemmeno di loro."
Le loro risate taglienti trafissero Emilia, e un peso amaro le serrò il petto. Eppure, lei si ostinò a ricordare a se stessa che Daniel aveva sempre fatto la sua parte come marito e non avrebbe mai saltato di proposito un momento simile; doveva essere davvero sommerso dal lavoro.
Proprio quando era quasi riuscita a convincersi di quella spiegazione, la verità la colpì come un pugno improvviso.
Kimberly abbassò lo sguardo sul telefono ed esclamò: "Aspetta, ma quello non è Daniel? È finito tra le notizie del momento!"
Girò apposta il telefono verso Emilia.
Emilia abbassò gli occhi. Sullo schermo c'era un video che aveva iniziato a circolare in rete proprio quella mattina, anche se era evidente che fosse stato girato la sera prima.
Il titolo diceva: "Daniel Wright fa le cose in grande per il compleanno di Isabel Hayes."
Nel filmato, fuochi d'artificio abbaglianti esplodevano nel cielo scuro, mentre un uomo sedeva tranquillo su una sedia, composto e autorevole, con lo sguardo profondo fisso sulla giovane donna accanto a lui, che indicava il cielo con un sorriso radioso.
Anche se i fuochi d'artificio illuminavano il cielo in modo spettacolare, gli occhi di Emilia rimasero fissi sull'uomo.
Lo riconobbe subito: era Daniel, suo marito.
Shock e umiliazione la travolsero quando capì che lui aveva passato la notte precedente a festeggiare il compleanno di un'altra donna sotto quei fuochi d'artificio sfavillanti.
Per un lungo istante, la sua mente si svuotò del tutto. Tutto il suo corpo si irrigidì, lasciandola incapace di muoversi.
Nel video, lo scoppiettio dei fuochi d'artificio continuava, mentre la voce beffarda di Kimberly risuonava accanto a lei. "Emilia, non avevi detto che tuo marito era impegnato? Oh, certo che è impegnato: impegnato ad affittare un'intera location per festeggiare il compleanno di un'altra donna!"
Emilia strinse i pugni, mentre nella sua mente continuava a ripetersi l'immagine di Daniel che organizzava uno spettacolo di fuochi d'artificio così magnifico per qualcun'altra.
Per tutto quel tempo, lei aveva creduto che fosse solo troppo preso dal lavoro.
Perfino mentre affogava nel dolore per la morte di sua madre, aveva gestito tutto da sola senza chiedergli aiuto.
Per un'intera settimana, lui aveva ignorato le sue chiamate e non si era mai presentato per i preparativi del funerale, eppure in qualche modo aveva trovato il tempo di prenotare un'intera location e far partire i fuochi d'artificio per la festa di un'altra donna. Quella crudele ironia la ferì a fondo.
La donna nel video era Isabel Hayes, il primo amore di Daniel e la persona a cui apparteneva davvero il suo cuore.
Emilia, invece, lo aveva sposato solo perché il nonno di Daniel, Danny Wright, aveva insistito: un modo per ripagare il padre di Emilia per avergli salvato la vita.
In quei tre anni, Emilia aveva capito benissimo che Daniel non l'amava e, proprio per questo, non lo aveva mai appesantito con i suoi problemi né gli aveva chiesto altro.
Lui era sempre stato distante e per nulla romantico, indifferente alle feste e completamente devoto al lavoro. Solo adesso capiva che Daniel sapeva benissimo essere romantico: semplicemente, aveva scelto di non esserlo mai con lei. Con uno spettacolo di fuochi d'artificio così grandioso, l'aveva resa lo zimbello più grande di tutti.
Strinse i denti, ricacciò giù il dolore e distolse lo sguardo dal telefono. Non poteva crollare, non ancora. Il funerale di sua madre veniva prima di tutto. Doveva superarlo.
Raddrizzando la schiena con fatica, ignorò gli sguardi di scherno intorno a lei e avanzò lentamente verso la bara di sua madre.
L'ultimo desiderio di sua madre era stato rivedere Daniel un'ultima volta.
Allora Emilia lo aveva chiamato più e più volte senza ricevere risposta, e adesso sospettava che già in quel momento lui fosse probabilmente con Isabel.
Sua madre aveva sempre sperato che lei e Daniel vivessero felici insieme per il resto della vita. Ma adesso Emilia sentiva che quel sogno forse non si sarebbe mai realizzato.
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