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Le cicatrici che nascondeva al mondo

Capitolo 3 3

Parole:775    |    Pubblicato il:11/02/2026

i. L'unico suono era il battito ritmico e il sibilo dei ter

frigorifero nella console tra i sedili.

la p

rivestita di carta vetrata. Era disidratata, le girava la

a," diss

on si

sporse e le ficcò la bottiglia in mano. I suoi

esse bruciata con una sigaretta. La sua mano ebbe uno spasmo e la pesante bo

asse lentamente la mano

" affermò lui. No

bottiglia. Le tremavano le mani. "No.

a d'un fiato, ma si costrinse a bere a piccoli sorsi misurat

a a macchinetta, che gli si aggrappava al braccio e im

rvò Ambrose, con tono neutro, indagatore.

sso sull'acqua che si agitava all'interno. Fece un piccolo, quasi impercettibile cenno di no con la testa,

né una replica sarcastica. Era un vuoto. Un'assenza d

ermente sollevata mentre beveva. C'era un segno. Un livido sc

te in avanti. "Famm

la stoffa. "Probabilmente Kaleigh ti sta aspettando. Non dovrest

ava sviando il discorso. E aveva ragione,

tutto d'un tratto," disse lui, c

ontro il sedile e chiuse gli occhi. "Son

entare. Stavano svolta

. La villa principale si stagliava davanti a loro, un mostro georgiano di mattoni e vetr

volò fino a fermar

Attraverso il vetro ri

Suo padre

rniciati dalla calda luce dell'ingres

i Clarisa. L'aria fredda si

respiro profondo

iede ferito toccò il selciato, il ginocchio le ce

rivato più in fretta di quanto lei si aspettasse

go io,"

nto. Lo spinse via,

iò sotto la v

so, con le mani alzate in segno di

sa di plastica. Lo guardò, con gli occhi sbarrati da un panico ferino. Poi

zò la s

voce ridotta a un sussurro.

do il piede gonfio. Ambrose rimase sotto la pioggia, a

la sicurezza: Procurami il suo fasci

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Le cicatrici che nascondeva al mondo
Le cicatrici che nascondeva al mondo
“Tre anni nel "Fulcro". È lì che la mia ricca famiglia mi ha spedita a marcire per curare una tossicodipendenza che non ho mai avuto. Tutto perché Allegra, la mia "perfetta" sorella minore, aveva nascosto la sua droga nella mia borsa, incastrandomi per salvare la sua reputazione immacolata. Il giorno del mio rilascio, mio fratello mi ha scaricata dalla limousine nel bel mezzo di un temporale perché il mio odore di "povertà" gli dava la nausea. A casa, mia madre mi ha guardata come se fossi un errore estetico, relegandomi a dormire nella vecchia dependance del giardiniere. A cena, tra l'argenteria di lusso e il loro disprezzo, mi hanno chiesto con scherno cosa avessi imparato in quel posto. Non ho risposto a parole. Ho alzato la manica del maglione. Si aspettavano i buchi dell'eroina. Invece, hanno visto la carne bruciata dalle sigarette delle guardie e i solchi profondi lasciati dalle cinghie di contenzione. Mio fratello ha urlato che me l'ero fatta da sola per manipolarli. Ma Amilcare, il potente fidanzato di Allegra ed ex militare, ha gelato la stanza con una sola frase: "L'angolazione delle ferite è impossibile per un'autolesione. Qualcun altro le ha fatto questo." Il silenzio è calato sulla tavola, pesante come il puzzo della loro colpa. Pensano che io sia una vittima spezzata, tornata a casa per chiedere pietà. Non sanno che nel dorso del mio taccuino ho cucito un telefono satellitare e che un hacker sta solo aspettando il mio ordine per rilasciare i file che li distruggeranno. Mentre loro tremano, io invio un messaggio nel buio: "Sono dentro. La fase uno è completata." La guerra per l'eredità dei Valenti è appena iniziata.”