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Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale

Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale

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Capitolo 1 1

Parole:1212    |    Pubblicato il:12/02/2026

semplicemente; si scag

ta di Kensington, il suo riflesso un pallido fantasma contro l'oscurità esterna. L'antico orologio a parete,

ac. Ti

lla sua vita ch

ndo il lungo e tortuoso viale d'accesso. La ghiai

, e quando espirò, non era più Vivi la donna. Era Vivian Kensington, la moglie. I suoi muscoli facciali, addestrati da tre anni di rigor

iano di sotto. Passi pesanti ec

camera da let

re di scotch costoso gli si aggrappava addosso come una seconda pelle. Non la guardò. Non la guarda

dosi la giacca. La tese senza voltare

'era

sul soffice tappeto. Prese la giacca. Il tessut

e lei a bassa voce. «N

fare domande». Julian allentò la cravatta

dere la giacca sull'omett

singolo

di filo d'oro sotto la luce incassata. Era lungo. Molto più lungo dei suo

a, un suono minuscolo e spezz

l profumo. Non era solo scotch e pioggia. Sotto le note mascoline, c'era

ight

boccetta sulle riviste. Era giovane, aggres

così stretto da essere fisicamente doloroso. Le dita le tremavano mentre sfilava

inò Julian dall'altr

nella tasca della sua ves

bile che la sua voce fosse così ferm

Le mani le tremavano, l'acqua si increspava nel bicchiere. Si costri

gno. Lanciò il telefono sul comodino. Att

bbe dovuto guardare. Sapeva c

rmo si

noti

i gemelli sul mio co

piedi. Vivian fissò il nome. Candy. Sembrava uno scherzo. Sembrava la ba

prì, il getto d'acqua ch

acrime prima che potessero formarsi. Si mosse con la precisione di un robot. P

ic

essaggio. Poi scattò

di plastica trasparente che usava per i suoi gioielli. Ci

ntrappolato in una gabbia. Tum. Tum. Tum. Era così forte che era

ietro una fila di cappotti invernali. Le sue dita volarono sulla tastiera. All'interno, incastr

dello schermo le illu

mato Project Liberty. Caricò la foto del messaggio.

a di email indiriz

ista più spietato della citt

, le dita fre

: Attiv

prove. Avvi

tte i

cia si

e e la chiuse a chiave. Si alzò, lisciandosi la vestaglia di

ttamente la moglie devota e sottomessa che Julian pensava di possedere

ne usciva, un asciugamano avvolto intorno alla

io pigiama?», chies

dia», dis

ssò i pantaloni di seta. Si infilò a l

», gr

esante e soffocante. Si infilò nel suo lato del letto

Il suo braccio

o il suo fianco sembrava ferro rovente. L'odore del suo sapone non riusciva a m

», mormorò

ian», sussurrò lei. «Credo

tirò il braccio. «Bene. Basta

suo respiro si regol

fantasma dell'anello al suo dito. Se lo sfilò, tenendo il pesan

opo un lungo istante, lo rip

an

i più. Le se

va, ma la tempesta dentro

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Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale
Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale
“Per tre anni sono stata la "moglie perfetta" di Giuliano Castiglione. Quella che gli annodava la cravatta Windsor ogni mattina e aspettava sveglia il suo ritorno alle due di notte, fingendo di non sentire l'odore stucchevole di "Rosa di Mezzanotte" sulla sua giacca. Ma la mia silenziosa devozione è stata ripagata con una spinta brutale giù per i gradini di pietra della nostra villa, sotto la pioggia battente. Tutto perché avevo osato battere a scacchi la sua amante ventenne, Scarlatta, umiliandola davanti alla matriarca della famiglia. Mentre giacevo a terra, con la schiena in fiamme e la pioggia che si mescolava alle lacrime, Giuliano non mi ha teso la mano. Mi ha guardata con gelido disprezzo. "Smettila di recitare, sei patetica." Mi ha lasciata lì, sola e ferita, per rientrare al caldo. Poche ore dopo, ha persino abbandonato il letto coniugale per correre da lei, preoccupato per un'"appendicite" che si è rivelata essere solo una macchia di rossetto sul colletto. In quel momento, ho capito che per lui non ero una compagna, ma solo un "segnaposto". Un arredo costoso di cui si era stancato. Credeva di avermi in pugno, convinto che senza i soldi dei Castiglione non fossi nessuno. Si sbagliava di grosso. Non sapeva che a raccogliermi da quell'asfalto bagnato, insanguinata ma viva, c'era Alessandro Valenti, il suo acerrimo nemico in affari. Quando Giuliano è tornato a casa, ha trovato i suoi abiti su misura ridotti in coriandoli e una richiesta di divorzio sul cuscino. Ma non mi sono limitata a lasciarlo. Sono entrata nel suo ufficio, ho gettato le mie dimissioni sulla scrivania davanti a tutto il consiglio e, sotto lo sguardo attonito di mio marito, sono salita sulla Rolls-Royce nera del suo rivale. "Il nemico l'ha presa," mi ha detto Alessandro. La moglie sottomessa è morta sui quei gradini. Ora è arrivata la tempesta.”