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La pedina del Don, la vendetta di una regina

Capitolo 5 5

Parole:1170    |    Pubblicato il:13/02/2026

Scin

e di Seta fu più pesante delle tende

aura, sembravano completamente confusi. Si aspettavan

uomini armati a me con frenetica disperazione. La rive

ura, ma di adrenalina. Mi afferrò la mano, la presa stretta.

fondine. L'aria nella stanza div

dissi, la voce

ialetto siciliano grezzo che avevamo parlato in quella

to. Ho un piano

ta che ricordava, ma trovando solo la donna che av

Non sai cosa fanno alle

i in inglese, il tono abbastanza

al Capo, il pett

era, io non canto. Non stasera. Mai più. Dit

effardo echeggiò dall

la giacca dell'abito con precisione letale. La

ori erano fissi unicamente su di me, brucian

come whisky invecchiato corretto con l'arse

'odore di lui - sandalo, tabacco cost

o braccio per tirarmi via da Seta. Era una ri

combattere una guerra che non poteva vincere. La man

, il telefono d

cati sulla gola di Seta.

ò fuori. Diede un'occhiata allo sc

se," m

ole dall'altra parte, ma vidi la spina dorsale di Bronzo irrigidirsi.

tò Bronzo, r

za nei suoi occhi sostituita da

mo a cena. Nonno vuole che

do un comando sile

a di me," intervenne Seta, metten

ciò. "Stai mettendo alla pro

la prova la mia determ

olare il primo pugn

fame. Tu hai fame. E io sono stanca di star

la sua mascella. Per un secondo, pensai che

a sproposito, gli

- un luogo di tovaglie bianche, luci soffuse e conversazio

sione di tortura m

stilità. Seta sedeva alla mia destra, fi

rrato la verità sul mio fidanzamento - che era una tregua temporanea,

n forza aggressiva. "Alcuni uomini hanno t

sguardo dalla sua

"Perché sono ciechi. Un uomo che non riesce a veder

o delle pos

. Prese il tovagliolo, si tamponò la bocca, e poi alzò

th Side, vero? In Clark Stree

si co

geno. Tua madre, tua sorella... dormono sonni tranquilli perché io lo permetto. Ricorda chi tie

n guerra con il suo orgoglio. Deglutì a fatica e gu

torno alla tenut

angolo, fissando le luci sfocate della città, sorseggiando

rola da quando avevamo

ensione che mi faceva rizzare i peli sulle braccia. Era ar

Bronzo improvvisamente. La sua voce era ruvi

ardarlo. "Mi s

iamato An

ccavano nei miei nella luce fioca. Turbina

E una gelosia

zo. Gli ho salvato la vit

inghiò

postò più vicino, invadendo il mio spazio. Il

a. Come se fossi l'unica

ndo il mio viso verso il suo. Il suo pollice sfiorò il mio lab

o e di uno strano, contorto dolore. "Capisco perché sei

si strinse

," sibilò, "è già stat

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La pedina del Don, la vendetta di una regina
La pedina del Don, la vendetta di una regina
“Sono arrivata a Chicago come un agnello sacrificale, venduta al Don più spietato della città, Bronzo Moretti. Tutti nella sua tenuta mi trattavano come spazzatura. Sua madre mi chiamava "cortigiana", sua cugina mi rideva in faccia, e la sua ex, Rovo, cercava ogni occasione per ricordarmi che ero solo una povera ragazza di New York venuta per i soldi. Ma il vero inferno è scoppiato durante la cena di fidanzamento. Rovo, nel suo abito di smeraldo, ha deciso di umiliarmi pubblicamente. Mi ha invitata al pianoforte, convinta che una ragazza dei bassifondi non sapesse distinguere un Do da un Re, mentre la madre di Bronzo rideva dicendo che conoscevo solo i grilletti. Non sapevano che a New York la mia famiglia non usa i diamanti per i gioielli, ma per dare la mancia. Mi sono seduta e ho suonato *La Campanella* di Liszt con una violenza che ha ammutolito la sala. Il silenzio è stato rotto solo dall'arrivo di Marco Viti, uno dei Capo più letali dei Falcone, che si è inchinato a me con un rispetto riservato ai Padrini. In quel momento, ho visto lo sguardo di Bronzo cambiare. Non mi guardava più come un oggetto fastidioso. Mi guardava come un predatore che ha appena fiutato una preda pericolosa. Mi ha trascinata via dalla festa, bloccandomi in un vicolo buio, tremante di una gelosia possessiva che non riusciva a controllare. "Chi sei veramente?" Mi ha ringhiato contro, inchiodandomi con i suoi occhi neri che promettevano guerra. Pensavano di aver preso una pedina innocua per i loro giochi di potere. Stanno per scoprire che, a volte, l'agnello ha i denti molto più affilati del lupo.”