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Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata

Capitolo 3 

Parole:783    |    Pubblicato il:17/09/2026

i Ser

sso mormorio di voci, lo scricchiolio delle molle del letto. Giacevo nel mio letto, rigida come un cadavere, fissando i

spro, ma il bruciore nei polmoni era una gradita distrazione dal fuoco attorno al mio collo. Fumai l'int

ala da pranzo, intenta a sorseggiare il tè

vano sui miei capelli massacrati e sul segno rosso e vivo sul

iele intriso di veleno. «Sarà anche la nostra festa di fidanzamento. Stavo pen

Mi stava chiedendo di pianificare l

"riunione di lavoro", con le nocche livide e un taglio fresco sopra l'occhio. Mi aveva trovata i

rò chiuso con tutto questo, Fina, quando tutti i miei nemici saranno spa

ricacciai giù, nel profondo del buco nero do

ce spenta. «Non mi occupo d

Dante. Guardò da me a Isabel

a l'aria, «non sono affar tuo.» Stava parlando

, con le guance che bru

dando?», pret

visto per la scuola.» La bugia venne facile. La finta lettera di ammis

o di violento possesso. Attraversò la stanza in due falcate, afferrandomi il mento

Seraphina. Se osi iniziare a farti vedere in giro con qualche sporco basta

errificante. La stessa gelosia che un tempo mi faceva se

elicata sul suo braccio. «Dante, tesoro, lasciala

ai all'indietro, con l'impulso irresistibile di toccarmi la mascella i

telefono vibrò. Era una notifica dal profilo social privato di Dante, un

impeccabile, lei uno splendido abito da sera, in piedi davanti all'imponente stemm

lia era di

ia re

e, facendomi perdere l'equilibrio. Quella parola. Regina. Aveva ucciso

anonimo che avevo creato apposta per questo scopo. Lo scrissi in latino, u

sit glori

la gloria

cellai il suo numero e cancellai ogni sua t

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Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata
Rinascita Dalle Ceneri: La Regina Mai Amata
“Quando avevo otto anni, Dante Moretti mi tirò fuori dall'incendio che uccise la mia famiglia. Per dieci anni, il potente boss del crimine fu il mio protettore e il mio dio. Ma tutto crollò il giorno in cui portò a casa la sua nuova fidanzata per unire due imperi criminali. Davanti a tutti i suoi uomini, lei mi strinse al collo un vistoso collare di metallo a buon mercato. «Ogni animale domestico dovrebbe avere un collare.» Dante sapeva benissimo che ero gravemente allergica a quel metallo. Eppure, incrociò il mio sguardo implorante con occhi freddi e vuoti. «Prendilo.» Il collare mi bruciava la pelle riempiendola di vesciche, ma lui non mosse un dito. Quella notte, chiusa nella mia stanza, dovetti persino ascoltare le risate e i gemiti di lei provenire dal suo letto attraverso la parete. Non capivo. Non riuscivo a capire come l'uomo che un tempo mi faceva da scudo con il proprio corpo potesse ora permettere a un'estranea di umiliarmi e torturarmi in quel modo. Fino a quando non compresi la crudele verità: la sua protezione non era mai stata amore. Io non ero la sua famiglia, ero solo una sua proprietà da scartare. Il mio amore decennale si trasformò in cenere. Così, il giorno del suo compleanno, mentre lui celebrava la sua nuova regina, tagliai i miei capelli, distrussi ogni suo regalo e salii su un jet privato. Ad aspettarmi c'era il mio vero padre: il suo peggior nemico.”