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Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa

Capitolo 4 

Parole:762    |    Pubblicato il:18/09/2026

rispetto al caos all'esterno. Era rivestito di m

nocche non diventarono bianche. Fissai il mio riflesso. Il m

ravo di una rabbia si

rta s

en

remuto un interruttore. Aveva un'aria compiaciuta. Si diresse con disin

di una falsa dolcezza. «Scusa per prima

erso di lei. «Pensi ch

«Tu hai il nome, Elena. Ma io ho lui. Ho il suo cuore. Ho le sue notti. E», si picchiettò il

Era patetica. Lottava per le bri

no l'istituzione. Quando si stancherà di te — e lo farà —, non sarai nien

trasse. La maschera s

to della dolcezza. «Mi dice che a letto sembri un pesce.

lo perché sei una

into e acuto che strideva

sciando deliberatamente un c

«Basta! Ti prego,

palancò quasi

a. Doveva averci se

singhiozzava. Vide me

sse successo. Non

cipitò

o a lei, con il panico nei m

petto, aggrappandosi ai suoi baveri. «Ha detto

Una bugia gof

o di me a quel punto. I su

e non va in

se mantenni il viso impassibile. Non aveva

, Dante», dis

eneggiata tra le sue braccia. «È terrorizzata! Credi che solo pe

'ho to

Mia tra le braccia, stringendola come

on voce di ghiaccio. «Trov

s

gno di un locale per portare l

tando il silenzio che si

la. I buttafuori mi guardarono

un autista

de. Pioveva leggermente. L'acqua si mescolava con la l

o dieci isolati. Le scarpe rosse mi st

acuto. Era reale. Mi rico

tta la strada f

rsa. Non grande. Solo l'essenziale. Il mio passaporto.

ni di diamanti che mi aveva regalato quella mattina. Li gettai nel

di fidanzamento.

della cucina. Accanto

na sola

ert

ccio. Cambiai il codice digitale in modo che

sul divan

sole sorgesse.

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Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa
Troppo Tardi: La Vendetta Della Principessa Mafiosa
“Mancavano tre giorni al mio matrimonio con l'erede della famiglia Fazio, quando trovai il suo telefono usa e getta. Lo sbloccai e vidi la foto della sua amante stesa tra le nostre lenzuola, con al dito il mio vero anello di fidanzamento da cinque carati. Il messaggio di lei diceva: "La tua futura moglie è solo una statua noiosa." Per otto anni avevo interpretato il ruolo della perfetta e obbediente Principessa della Mafia, credendo che lui fosse il mio eroe. Ma lui mi aveva solo umiliata. Aveva difeso la sua amante davanti ai suoi uomini, l'aveva portata nel nostro letto e le aveva persino regalato il sacro bracciale di smeraldi della matriarca. Aveva pianificato di mettermi al dito un falso pezzo di vetro all'altare, tenendomi in gabbia solo per sfruttare il potere e i territori di mio padre, per poi deridermi alle mie spalle. Non versai una sola lacrima, né feci scenate. Provai solo un freddo, assoluto disgusto per l'uomo che credeva fossi una pedina debole e stupida, facile da manipolare e calpestare in silenzio. Così, la notte prima delle nozze, inviai l'intero archivio dei suoi crimini finanziari all'FBI e alla Commissione. Poi, composi il numero di Enzo Moretti, il Don rivale che tutti chiamavano il Diavolo. "Il matrimonio è saltato," sussurrai nel buio. "Voglio un'alleanza con te. Distruggiamolo."”