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I sogni dell'Anarchico

I sogni dell'Anarchico

Author: Ugo Mioni
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Chapter 1 No.1

Word Count: 1532    |    Released on: 06/12/2017

urata con due bicchieri riempiti di vino ed un servizio da fumo. Al tavolo sedevano due uomini, l'uno beatamente sprofondato in una gigantesca se

simili tra di loro, come diverso er

ti, che formano la delizia dei collezionisti e ti fendono i macigni. Le labbra erano lunghe, pallidissime; bella la dentatura di neve, un po' canina. I capelli molto corti, a spazzola, leggermente brizzolati; le mani fine, aristocratiche, con unghie lunghe, a mandorla, ben curate. Aveva indossata un'ampia veste da camera, di seta azzurra, coperta di cert

arbato, magro, dalle guancie infossate, dagli zigomi sporgenti, e con certe chiazze rosse, che si accentuavano quando egli s'infervorava nel discorso. L'occhio bello, di un ne

otto forme di sentenze brevi, concise; egli era un uomo che aveva un'opinione propria non solo, ma era persuaso, che quella fosse la sola opinione giusta e perciò da seguirsi, e la voleva imporre a tutti. L'altro invece balzava col suo dire

di mesi e mesi ed anzi di anni ed anni in uno spazio infinitesimale di tempo, in mezzo secondo, in un secondo. Dal che si deduce, che la vita dell'anima è del tutto diversa da

Il suo riso er

ntinui?

ca il t

n ha anima. è un animale rapace,

olto dell'altro

to! esclamò co

ora fat

e un gesto

mò.-Come devo odiare tutti coloro i quali metterebbero in ceppi il mio corpo, così devo odiare la r

le nostre idee, i nostri sani e santi principi, tu perdi il

la

cos

agando le no

di ciarloni. Voglia

giovane, mentre un grande colpo di

nò un elegante stipo di legno lucidato, da

na. L'altro vide alcuni ordigni di met

ro! mo

o contro ogni tirannide! disse l'uomo dagli occhi grigi e fissò l'altro in volto. Il suo sguardo gli penetrò att

domandò s

le che t

er

sse l'uomo dalla vest

ardo divenne più strano che mai; le chi

il governo, la chiesa, l'aristocrazia, i ricchi, ed anche tutti i papi del partito socialista! Del vile a m

ruppe con un ges

! Hai davvero cor

S

ua

e un gesto

I

on se

lo

uo

S

ua

U

per una.

ale! esclamò l'al

no errò sulle palli

e t'impon

ricor

ognarci, Io una e tu una. Dove vuoi? Nella chies

a foll

dinerò dal trattore la cena per due. Potrai do

rò domattina per tempo,

li diede un'occh

re la notte di

on mia sorella e coi suoi

vevi ac

tevo di

Infami ricordi della più infame tra le tirannidi, la clericale! Non ho

acce

orriso di

il

omattina sarò qua alle otto

tro

audacia ma non coraggio. Chi ha coraggio la rompe con t

no invitato. Non è una fest

i solennizzare il Natale, magari soltanto con una scorpacciata, proveremo la nostra dipendenza da quelle idee, concorreremo a t

ovrei

N

e esitò u

omesso

il

ltima cena in f

e di nuovo

i suoi occhi grigi contemplavano quasi con amore le quattro bombe

he p

nell'anima ed in

uminoso. Esso brillava allora del fuoco sinistro e pure non antipatico del fan

tto sarà finito,

L'aveva accettata. Non se ne pentiva. Doveva dimostrare che non era vile, eppoi era

ivificatore. Pure la vita era bella; quella sera specialmente tutto lo invitava a vivere, a godere, ed invece domani.... domani.... Cercò di cacciare quei foschi pensieri. Aveva deciso! Era suo dovere! Perchè rattristarsi quella sera colla previsione del domani?

ese l

mani!

sa e passò sulla via fredda, coperta di neve

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