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Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale

Capitolo 3 3

Parole:775    |    Pubblicato il:12/02/2026

ono le "scuse". Non eran

ustodia per abiti sul letto. "Andiamo al

semplicemente un vestito. Un

" osservò Vivian, t

i bisogno di attirare l'attenzione. Sai c

. Dipigendola come la donna fragile e nevro

nnello, ovviamente. Lui vedeva il suo co

camerieri giravano con vassoi di champagne e stuzzichini.

no, Julian le

nsiglio," disse. "Resta qui. C

tra la

r. "Dirty Martini," ord

golo tranquillo. Trovò un posto dietro un grande paravento giapponese decorativo.

la vodka che le brucia

tì la s

ian. È completame

ei suoi a

la lasci. Dove andrebbe? A tornare in quel minuscolo appartamento

ccò. Il bicchiere era ge

"Mi era sembrato di vedere un'a

sono emotive. Le ho comprato un vestito, l'ho portata fuor

liore!" si intromise un

rle

vo aggrappata al braccio di Julian. Indossava un abito bianco c

bò Scarlett. "Se fossi tua mog

Lei è solo... un segnaposto. Un trofeo che mia madre ha

catrice

o schiocco rumoroso. Fu il suono di un cavo

o. Le sue nocche erano bia

drink in faccia era travolgente. Le p

ardava. Vide gli altri

sarebbe passata per la mogl

lassarsi. Si impose una maschera

con la voce che trem

occhi di Mark si spalanc

Quando la vide, la sua arrog

anandosi da Scarlett. "

facendo un passo indietro. Lasciò che il tacco le si impigliasse nel tap

ò, guardando

gli occhi al cielo. "Non riesci a stare

nascondendo il sor

agli occhi. Lacrime vere di frustrazione, ma per loro, sembra

n. "O semplicemente va' ad aspettare in

in macchina,

anò, a testa bassa.

alleria, sentì la voce d

o totale. Sarebbe

esca della notte. Fece u

fermarono all'istante. La sua espress

rì l'app dei memo vocali. I

" ripeté all

ata a lasciarlo. L'a

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Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale
Dopo che mio marito mi ha tradita, ho sposato il suo acerrimo rivale
“Per tre anni sono stata la "moglie perfetta" di Giuliano Castiglione. Quella che gli annodava la cravatta Windsor ogni mattina e aspettava sveglia il suo ritorno alle due di notte, fingendo di non sentire l'odore stucchevole di "Rosa di Mezzanotte" sulla sua giacca. Ma la mia silenziosa devozione è stata ripagata con una spinta brutale giù per i gradini di pietra della nostra villa, sotto la pioggia battente. Tutto perché avevo osato battere a scacchi la sua amante ventenne, Scarlatta, umiliandola davanti alla matriarca della famiglia. Mentre giacevo a terra, con la schiena in fiamme e la pioggia che si mescolava alle lacrime, Giuliano non mi ha teso la mano. Mi ha guardata con gelido disprezzo. "Smettila di recitare, sei patetica." Mi ha lasciata lì, sola e ferita, per rientrare al caldo. Poche ore dopo, ha persino abbandonato il letto coniugale per correre da lei, preoccupato per un'"appendicite" che si è rivelata essere solo una macchia di rossetto sul colletto. In quel momento, ho capito che per lui non ero una compagna, ma solo un "segnaposto". Un arredo costoso di cui si era stancato. Credeva di avermi in pugno, convinto che senza i soldi dei Castiglione non fossi nessuno. Si sbagliava di grosso. Non sapeva che a raccogliermi da quell'asfalto bagnato, insanguinata ma viva, c'era Alessandro Valenti, il suo acerrimo nemico in affari. Quando Giuliano è tornato a casa, ha trovato i suoi abiti su misura ridotti in coriandoli e una richiesta di divorzio sul cuscino. Ma non mi sono limitata a lasciarlo. Sono entrata nel suo ufficio, ho gettato le mie dimissioni sulla scrivania davanti a tutto il consiglio e, sotto lo sguardo attonito di mio marito, sono salita sulla Rolls-Royce nera del suo rivale. "Il nemico l'ha presa," mi ha detto Alessandro. La moglie sottomessa è morta sui quei gradini. Ora è arrivata la tempesta.”